luglio 2009


andrew-howe

7,85m saltati al sesto tentativo. Questo il magro bottino del saltatore in lungo azzurro al meeting di Montecarlo del 28 luglio scorso. E’ vero, rientrava dopo sei mesi di stop, ma il dolore al bicipite femorale strappatosi il 2 febbraio scorso rimane. Aveva detto di voler partecipare ai mondiali prossimi di Berlino solo da protagonista, vedremo se ce la farà o se sarà un altro passo falso.

Certo è che il suo fisico gli da troppi problemi, speriamo sia ancora in grado di volare, Berlino si avvicina.

cesar cielo filho

Il brasiliano che vola stavolta è in piscina, come accadde a Pechino, solo che là, in oriente, erano i 50 stile, ed era una sorpresa. Qui, a Roma, era la gara principe, con accanto il favorito d’obbligo, il francese Bernard già sceso sotto i 47″ con costume poi non omologato.

Stavolta però sotto i 47″ ci va  lui, Cesar Cielo Filho, un atleta in grado di dare il meglio di sè proprio nelle gare importanti, un ragazzo che scende in piscina voglioso di gareggiare, e vincere, quando possibile.

Oggi era difficile, possibile solo con un’impresa, basti pensare che il gigante francese ha percorso i 100 metri mondiali con un tempo che è il suo migliore, a parte il record annullato ovviamente.

Terzo un grande Bousquet, uomo delle sorprese, qualificatosi in finale  per il rotto della cuffia come al solito e poi splendido terzo al traguardo.

E allora onore al vincente, veloce come non mai, con un 46,91 che stupisce, che impressiona, un tempo bello come le lacrime sul podio più alto.

Delusione invece per il campione uscente Filippo Magnini, arrivato a Roma con tanti buoni propositi, ma che se ne andrà dalla capitale con molti dubbi riguardo al proprio futuro, per lo meno di quello ad altissimi livelli.

schumacher

Il re è tornato. Schumacher decide di tornare a correre, e non nella superbike tedesca, ma nella formula che ha dominato per 7 volte. Tutta colpa della molla partita dalla Brawn del suo ex compagno di squadra Barrichello e finita sulla testa del povero Felipe. Fatto sta che il tedesco più vincente della storia torna a far parlare di sè e a far sperare i tifosi del cavallino, anche se poi i limiti di età ci sono, e i tre anni di assenza dalle corse che contano anche.

In  mezzo a tutte le parole e le speranze però ci stanno quelle, di speranze, da dedicare a Felipe Massa, e al suo ritorno, che onestamente non so se credere come possibile, probabile o alquanto improbabile. Da un incidente come questo non è facile riprendersi, soprattutto tornare quello di prima…

Hungary Auto Racing F1 GP

Verso la metà sembrava la solita cavalcata di Rossi, e invece si è trasformata in una di quelle occasoni da non buttare, e il buon Dovizioso non l’ha fatto. Pecato per i soliti anonimi che quesa vlta non lo sono stati, Edwards e De Puniet. A bene vedere poi Rossi,anche con un po’ di fortuna, guadagna ancora. Incomprensibile Ducati, sia piloti che team. Così il mondiale si allontana.

Quando a vincere è uno così non se lo fila nessuno, per fortuna che questa volta è in un appuntamento che conta. E allora complimenti a Valerio Cleri, 25 km di fatica immensa per conquistre la vittoria più bella della carriera. Sarebbe l’ora di cominciare a parlare un po’ di più di questa gente…

Il giorno dopo è sempre quello delle somme, dei pensieri, dei perché. Del perché un altro campione come Di Luca sia caduto così in basso, del perché si continui ad essere così stupidi, del perché faccia di nuovo così male.
Ma è anche il giorno dei buoni propositi, della speranza che adesso la lotta al doping sia veramente fatta bene, come la si deve fare. Del sogno che siano sempre meno quelli trovati in fallo, ma perché in fallo non ci cascano affatto e non perché diventano più furbi.
E mentre Contador mette un altro sigillo al suo Tour, Andy Schlek dimostra di avere ampi margini di miglioramento per provare ad attaccare lo spagnolo in giallo nei prossimi anni e il vecchio Armstrong fa vedere di saper ancora lottare, si continua a sperare, speriamo non sognare.

Di Luca positivo alla CERA…notizia brutta, bruttissima.
Dopo lo scorso anno, dopo in deferimenti di Riccò & Co. sembrava impossibile trovare altri positivi all’Epo di terza o non so che generazione. Strano che un campione con un’esperienza come la sua si faccia trovare per una sostanza già conosciuta, con la quale è difficile se non impossibile farla franca.
E allora aspettiamo le controanalisi come chiede lui, per capire meglio. Anche se continuo a pensare che sarebbe giusta la radiazione a vita e niente sconti di sorta, anche se una squalifica di due anni in questa circostanza significherebbe fine della carriera. Quello che è certo è che rappresenta l’ennesima mazzata per uno sport che ne ha già avute troppe, con dei tifosi che spero ne abbianbo abbastanza.
Per la cronaca, Contador continua ad essere di un altro pianeta, solo Schlek tiene botta, anche se domani non credo lo farà.

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