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Niente Web Ellis Cup per l’Italia. La decisione è stata presa il 28 luglio a Dublino dai membri della IRB (International Rugby Board). A me suona strano, ormai avevo fatto la bocca a vedere un futuro mondiale della palla ovale nel Bel Paese, ma tant’è. 2015 Inghilterra e 2019 in Giappone.

La seconda scelta sembra anche comprensibile, nell’ottica di accrescere il mercato globale della palla ovale, ma la prima? Il Regno Unito ospiterà per la terza volta su nove edizioni il mondiale. Decisione quindi alquanto discutibile. Per creare un movimento globale servono nuovi mercati, in grado di attrarre nuovo pubblico e nuovi interessi, in grado di far crescere i vari movimenti locali. In quest’ottica era giusto scegliere la nostra nazione, per continuare ad accrescere il movimento di quella che da ormai da dieci anni è la sesta forza del continente. Un movimento, il nostro, che conterà nel prossimo futuro di migliaia di nuovi giovani iscritti dovuti alla forte crescita del rugby nello stivale, e che rischia, di fatto, di non trovare la spinta necessaria per concretizzare la nuova mole di giocatori in arrivo, le cosiddette nuove leve per capirci.

In questo senso la decisione dell’IRB ci penalizza, e non poco, favorendo ancora una volta una superpotenza come l’Inghilterra che fa ancora valere il potere della propria tradizione, anche se poi non ne aveva così bisogno.

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Come se non bastasse il malcontento continua all’interno della nostra federazione,   con le lotte intestine dovute alle nomine degli “Aironi del Po” (Viadana, Gran Parma eMantova) e dei “Praetorians Roma Rugby” (Almaviva Capitolina, Futura Park Rugby Roma e Lazio Rugby) .

Chi storce il naso è il Treviso di Munari, grande avversario del presidente federale Dondi. La decisione sembra scandalosa, cancellando di fatto il Veneto e Treviso dal rugby che conta, escludendo una delle regioni storiche della palla ovale nostrana. Ma la sua parte di colpa ce l’ha anche Munari, sempre duro avversario di Dondi e incapace di comprendere il volere della federazione, cioè due franchige in grado di fare il bene della nazionale e di tutto il movimento rugbystico italiano. Due franchige in grado di ingaggiare i maggiori giocatori nostrani anche con il sostegno economico federale e rappresentanti di territori locali ampi, come richiesto dai vertici della Magners Celtic League. Ma Treviso sembrata sorda di fronte al volere della Fir, ha cercato fin da subito di candidarsi da sola, escludendo Venezia e Rovigo (altro pezzo di storia che se ne va) da una possibile alleanza che con tutta probabilità avrebbe convinto più degli Aironi.

Il risultato è stato che ognuno ha proseguito per la propria strada, con le due fazioni sorde ai richiami dell’altra, incapaci di dialogare fra loro e finendo alla fine per escludere una parte della nostra storia sportiva laddove ce n’era più bisogno.

Dubbi…

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