Prima questo a Pechino 2008:

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Poi questo a Roma 2009:

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Lo squalo di Baltimora vince altri 5 ori anche ai mondiali romani, ma quello più bello lo conquista nei 100 farfalla distruggendo di nuovo (dopo l’oro olimpico) un grandissimo Cavic. E questa volta il serbo sembrava imbattibile. Arrivava infatti da uno stupendo record del mondo (tolto proprio a Phelps) in semifinale, dove sembrava aver nuotato con margine, non dando tutto quello che aveva.

Arrivava quindi in finale con i favori del pronostico e con un Phelps lontano, almeno nelle previsioni. Cavic era dunque pronto a rifarsi della finae persa a Pechino, dove fu battuto dall’americano solo al fotofinish, per un tocco arrivato un centesimo in ritardo sul blocco di arrivo e che ha lasciato molte polemiche nell’ambiente. Senza quella vittoria il grande Michael non avrebbe potuto battere il record di Michael Spitz stabilito alle olimpiadi del ’72.

Ma otto ori in una sola edizione olimpica non si vincono per caso, e lo squalo lo dimostra ancora. Una cattiveria agonistica degna di uno dei più grandi atleti della storia, di ogni sport possibile. Parte piano e nella seconda vasca mangia letteralmente il serbo, che da canto suo pur partendo forte non molla nei secondi 50 metri, arrivando di nuovo al record mondiale. Peccato che davanti ha di nuovo l’americano, e stavolta nettamente.

E allora cosa dire? con uno così c’è poco da fare, è il migliore e va riconosciuto, come lui stesso ha fatto quando nei 200 stile è stato letteralmente dominato dal tedescone Biedermann.

Bel momento di sport, veramente un bel momento.

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