berlin-2009Sinceramente non capisco, sono senza parole. Vedi quel metro e novantasei centimetri di uomo volare su una pista blu…e non te ne capaciti. Non capisci perché sei uno che da tempo ammira Asafa Powel, talento straordinario ma fragile di testa.

Non capisci perché prima non ti andava a genio Tyson Gay, fino a poco fa non degno erede di quel fantastico Maurice Green che hai amato tanto. Poi arriva a Berlino rinnovato nel corpo e nel fisico, capace quest’anno di 9″77  nei 100 m e di 19″ 68 nei 200 m e allora cominci ad ammirarlo. A vederlo come quel professionista che è e che lavora tutto l’anno per battere quel 9″ 69 del jamaicano a Pechino.

Non capisci perché non ti sembra umano, non capisci perché è assurdo. Scattano dai blocchi e capisci subito chi vincerà, a metà gara dici già che è record del mondo, poi taglia il traguardo, vedi il tempo, sgrani gli occhi e sbuffi, rimani di stucco di fronte ad un 9″ 58.

Una cosa incredibile, corsa con una facilità spaventosa. E allora ti fermi a riflettere. Pensi a Gay, alla fatica che ha fatto, al lavoro che ha fatto per arrivare ad uno splendido 9″71. Lo vedi nel replay, corsa splendida, fase lanciata bellissima, spalle ottime e piedi anche, un atleta impostatissimo, di gran classe e talento. Poi guardi lui, lo vedi, meno impostato, meno passi per percorrere 100 metri, ma una naturalità che ha dell’incredibile, una facilità di corsa assoluta. E allora pensi che uno così non nascerà mai più, pensi a quanto sia stato fortunato a trovare qualcuno che lo vedesse correre e lo allenasse, che fosse capace di fargli sfruttare quel talento strepitoso, e pensi anche a quanto sei fortunato tu che lui lo abbia incontrato, altrimenti non avresti potuto stupirti, non avresti provato la pelle d’oca vedendo il tempo.

E la cosa più strabiliante è che non vedi limiti, non capisci dove potrebbe arrivare se solo ci fosse qualcuno in grado di avvicinarlo e spronarlo ancora di più a spingere fino all’ultimo metro…pensi già ad un 9″40…e poi boh, chissà.

A questo punto aspetti solo i 200m perché Gay è tosto, tostissimo, e grande duecentista. Con gli ultimi 20 metri ha fatto vedere di poter lottare. Il problema è che non lotterà ad armi pari, perché l’altro è di un altro pianeta, è assurdo, è talento allo stato puro, è semplicità. L’altro è Usain Bolt.

bolt

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