berlin-2009La notizia del giorno è Jamal Chatbi, trovato positivo ad un controllo antidoping, nel suo sangue un anabolizzante. Il marocchino è un ragazzo che lavorava e faceva atletica ad alti livelli. Una volta smesso di lavorare si era dedicato a tempo pieno all’atletica, ottenendo buonissimi risultati fino alla qualificazione a questa finale dei tremila siepi migliorando il proprio record personale di ben 13 seconsi, effettivamente era un miglioramento assurdo.

Strano atteggiamento il suo, a detta di tutti un ragazzo splendido. Magari è stato mal consigliato da qualcuno a lui vicino, e i meccanismi che portano a cercare miglioramenti illeciti ormai si capiscono, almeno psicologicamente, ma questa non è una giustificazione.  Speravo che non ci fossero notizie simili a questi mondiali e che nessuno provasse a fare il furbo ma non è stato così, peccato, grosso peccato.

Altra notizia del giorno è la rinuncia da parte di Tyson Gay alla gara dei 200m per un risentimento muscolare. L’americano abbandona la sfida con l’extraterrestre Bolt per quella che poteva essera “la gara dei mondiali”, corsa a ritmi stellari e che poteva portare il giamaicano ad un nuovo record mondiale. Adesso ci dovrà provare da solo, senza un avversario all’altezza che lo possa spingere a dare il massimo.

Giornata dei “Finalmente” con cinque ori:

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Il primo “finalmente” è per il triplista inglese Phillips Idowu, autore di un gran 17, 73 m al terzo salto. L’atleta di sua maestà, che  ha sempre dimstrato di possedere grandi doti, questa volta le mette a frutto e riporta l’oro del triplo in Inghilterra dopo il mostro Jonathan Edwards. Secondo il campione olimpico portogherse Nelson Evora (17,55 m), che si arrende all’eccentrico britannico assieme al cubano Alexis Copello che trova il bronzo all’ultimo salto (17,36 m).

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Il secondo dei “finalmente” viene conquistato dalla giavellottista tedesca Steffi Nerius che, a 37 anni compiuti e dopo tre bronzi mondiali consecutivi e un argento olimpico ad Atene 2004, finalmente conquista l’oro mondiale in casa propria con un gran lancio (67,30 m). Seconda la ceca Barbora Špotáková (66,42 m), allieva del grande Jan Železný. Terza la russa Maria Abakumova (66, 06 m).

Sanya Richards

Il terzo, e ancora un “finalmente”, è il trionfo nei 400 m femminili per Sanya Richards (49,00 s) con un gran tempo che è la miglior prestazione mondiale dell’anno. AL secondo posto va la Jamaicana Shericka Williams (49,32 s), terza la russa Antonina Krivoshapka (49,71 s). Male le campionessa olimpica e mondiale in carica Christine Ohuruogu. La britannica chiude quinta con una gara non all’altezza dei suoi trofei.

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Quarto oro nei tremila siepi maschili, dove un grande Ezekiel Kemboi (8’00″43) domina in volata l’altro keniano Richard Kipkemboi Mateelong (8’00″89) e il francese Bouabdellah Tahri (8’01″18, record europeo).

Gran tempo per il primo keniano della gara che realizza il record dei campionati.

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Quinto e ultimo allro di giornata conquistato Kerron Clement  nei 400 ostacoli maschili. L’americano arriva davanti alla sorpresa di giornata, il portoricano Javier Culson. Lo statunitense conquista il suo secondo oro mondiale consecutivo, in mezzo la medaglia d’argento olimpica di Pechino. Terzo l’altro “stars and stripes” Bershawn Jackson. Peccato per l’ex campione olimpico Felix Sánchez che sembrava, almeno nelle batterie, poter lottare per il podio. In gara invece rovina tutto già dal primo ostacolo, che colpisce con il piede perdendo il passo giusto. Il dominicano, ormai lontano dai tempi migliori, sembra andare verso la fine della sua strepitosa carriera.

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