berlin-2009

ATHLETICS-WORLD-800M

Non so se Caster Semenya, l’atleta sudafricana che ha vinto gli 800 m femminiili, sia donna o uomo, ma non è questo il punto.

Il problema è che definirei vergognoso il comportamento dei media, soprattuto italiani. Si perché nel nostro paese, molto poco sportivo (almeno di mentalità), pensiamo che lo sport sia solo il calcio, anche se poi è quanto di più lontano dallo sport ci possa essere, un po’ come la vicinanza Chiesa Cattolica – Fede, per capirci.

Poi, solo in certi appuntamenti, passiamo a parlare di altri sport, che definiamo minori, ma che in realtà per il resto del mondo sono maggiori del calcio. E quando li trattiamo non lo facciamo in maniera professionale, ma solo alla ricerca di scoop, o di prestazione che faccia scalpore, vedi il modo di trattare i mondiali di nuoto di Roma, si parlava solo o quasi di Pellegrini e Filippi, mai di altri, vedi Cesar Cielo Filho o Phelps, per non parlare di gare meno importanti.

Possiamo poi vedere il trattamento che è riservato al rugby, dall’anno prossimo il 6 Nazioni sarà trasmesso solo da tv a pagamento e non dalla tv pubblica. Quanti sapevano inoltre che quest’anno mamma Rai aveva i diritti del Super 10?, massimo campionato di rugby italiano?

A settembre ci saranno i mondiali di baseball organizzati da 22 nazioni, la fase finale sarà in Italia, chi lo sa? E quale media lo ha detto?

Insomma, il nostro modo di trattare lo sport è questo, e per il caso Semenya non è cambiato molto, anzi niente. Lo si tratta in maniera sbagliata e diffamatoria direi.

Ora, ammetto che sentire Elisa Cusma, che definisce “uomo” la sudafricana, qualche dubbio me lo ha messo, ma questo non significa niente.

Credo che ci siano sedi opportune di dire queste cose e che non si possa discriminare così un’atleta che fino a prova contraria lavora come le altre per arrivare a questi risultati. Come ha detto Schwazer, come vi sentireste se foste in lei?

Io sarei veramente incazzato, molto incazzato…

E quel che è più grave è che il Codacons ha presentato una denuncia nei confronti della Semenya che se colpevole di aver millantato (geneticamente e non solo) la sua femminilità per iscriversi nelle gare della categoria donne ai mondiali di Berlino ha danneggiato ‘ i colori dell’Italia sono stati danneggiati, ed essendoci dietro alle vittorie degli atleti i grandi interessi economici degli sponsor e i milioni di euro delle scommesse sportive, non avendo in alcun modo la possibilita’ di controllare la reale condizione della vincitrice, Il Codacons e’ costretto a chiedere di avviare un’obbligatoria azione penale per frode sportiva”. (dal sito http://www.raisport.rai.it/dl/raisport/Articoli/ContentItem-bcb01c4e-56da-4af8-8ffa-b4813349b654.html).

Ma come si fa? E perché verso Moggi non è stato fatto altrimenti? Perchè ci si è limitati a dichiararsi parte lesa e non si è denunciato tutto il sistema calcio italiano, e sottolineno tutto, per danni e truffa che di fatto ha provocato miliardi di euro di danni verso popolo e federazioni varie?

Direi che abbiamo molto da crescere, vermente molto, e il nostro medagliere al mondiale berlinese lo dimostra. La nostra cultura sportiva non è all’altezza di un paese civilizzato, e forse neanche degli altri…ma queste sono opinioni personali, nient’altro sia chiaro…

Per dovere di cronaca pubblico, dal sito http://www.raisport.rai.it, le dichiarazioni di Giuseppe Novelli, genetista dell’universita’ di Roma Tor Vergata e incaricato da ministero della Salute e Coni di studiare i nuovi metodi antidoping:

Alterazione congenita del gene che regola lo sviluppo muscolare, modificazione artificiale dello stesso gene, uso di testosterone: sono le ipotesi che potrebbero spiegare la muscolatura mascolina dell’atleta sudafricana Caster Semenya, oro negli 800 donne ai Mondiali di atletica di Berlino. A formularle e’ Giuseppe Novelli, genetista dell’universita’ di Roma Tor Vergata e incaricato da ministero della Salute e Coni di studiare i nuovi metodi antidoping.

”Alcune persone, rarissime, nascono con una mutazione del gene che regola la miostatina, una sorta di ‘freno’ della crescita muscolare”, osserva Novelli. Quando questo freno e’ bloccato, i muscoli si sviluppano molto piu’ del previsto. Scoprire se le cose stanno proprio cosi’ e’ possibile facendo un test sul gene della miostatina alla ricerca di eventuali mutazioni. In caso positivo non ci sarebbero dubbi sul sesso di Semenya: sarebbe una donna, colpita da una alterazione genetica.

”Quando si e’ scoperto questo meccanismo naturale, qualcuno ha pensato di utilizzarlo per fare doping genetico”, ha aggiunto Novelli. Una scoperta utile per curare malattie muscolari potrebbe quindi trasformarsi in una nuova forma di doping. ”Se il doping genetico sia gia’ una realta’ e’ difficile stabilirlo – rileva – perche’ non esistono ancora metodi abbastanza efficienti da rivelarlo”. Da escludere, comunque, che un doping di questo tipo si possa praticare nel laboratorio del sottoscala.

La terza ipotesi riguarda l’uso del testosterone, l’ormone tipicamente maschile ma presente anche nelle donne. Puo’ essere assunto per mezzo di creme, per iniezioni endovena o molto piu’ spesso per iniezioni intramuscolari. ”Non e’ facile da scoprire quando i livelli tornano normali in quanto e’ una sostanza naturalmente presente nell’organismo”, osserva Novelli. ”Servono nuovi marcatori, piu’ avanzati di quelli oggi disponibili. Li stiamo studiando”.

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