berlin-2009

Cinque gli ori di giornata.

walker

Il primo, nei 400 hs donne va ancora alla Jamaica con Melaine Walker (52,42 s), con un tempo straordinario, migliore stagionale al mondo e secondo della storia, a soli 8 centesimi di secondo dal record mondiale.

Seconda la statunitense Lashinda Demus (52,96 s) che parte forte e arriva agli ultimi trenta metri di gara in affanno, cambia numero di passi aumentando con dei passettini frequenti prima dell’ostacolo e questo le fa perdere la finale. Agli ultimi due ostacoli era appaiata alla vincitrice, poi cede mantenendo il secondo posto.

Terza la trinidadense Josanne Lucas (53,20 s) staccata dalle prime due ma pur sempre la terza al mondo.

bolt

Il secondo oro di giornata è quello praticamente scontato di Usain Bolt. Il jamaicano fa ancora una volta una cosa da manicomio, incredibile, impensabile. Corre i 200m piani in 19,19 secondi. Undici centesimi sotto il suo record, tredici sotto quello, che fino ad un anno fa sembrava assurdo, di Michael Johnson.

Veramente un ragazzo nato per correre. Veramente impressionante.

Secondo arriva il panamense Alonso Edward (19,81 s), che regala alla propria nazione la seconda medaglia mondiale della storia dopo quella d’oro di due anni fa del lunghista Irving Saladino.

Terzo Wallace Spearmon (19,85 s) che batte l’altro americano, ex oro olimpico, Shawn Crawford.

brathwaite

Altro oro se lo aggiudica, nei 110 hs uomini, l’atleta delle Barbados Ryan Brathwaite (13,14 s). Secondo Terence Trammell (13,15 s) che dopo due argenti olimpici vince il suo terzo argento mondiale, fallendo la grande occasione della carriera. Terzo a parimerito l’altro statunitense Dadid Payne (13,15). La sensazione è che la gara si sia giocata sui millesimi, no sui centesimi. Gara comunque stupenda, decisa al fotofinish e oscurata, purtroppo, dall’enorme prestazione dell’uomo più veloce del mondo pochi minuti prima.

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Bella, bellissima anche la finale del salto in alto femminile. Sul podio più alto torna l’altissima croata Blanka Vlasic, con un 2,04 m saltato alla seconda prova.  Seconda la russa Anna Chicherova (2,02 m). Terza la tedesca Ariane Friedrich (2,02 m) che ha provato al terzo tenativo ai 2,04 m a passare un cm più in alto per fare il colpaccio. Bello il suo gesto di silenzio allo stadio, fatto con cortesia, e bella la risposta dello stadio che si ammutolisce, veramente senza fiatare e le permette di concentrarsi.

Finalmente si è vista anche un’italiana vicina ad una medaglia, dopo l’esordio di Rubino, quarto nella 20 km di marcia, Antonietta Di Martino si ferma a 1,97 m e fallisce l’attacco a 1,99 m. Quarto posto per lei, ma almeno ci è andata vicina.

Hardee

Ultimo oro di giornata è quello dell’americano Trey Hardee nel decathlon (8790 p.). Lo statunitense riporta su grandi punteggi la disciplina degli atleti più completi , stabilendo il primato stagionale. Non sarà il Roman Šebrle dei tempi d’oro, che superò i 9000 punti, ma è un gran bel vedere. La medaglia d’argento va al cubano Leonel Suárez (8640 p.), che precede il russo Aleksandr Pogorelov (8528 p.).

Domani l’ultima speranza per noi, con Alex Schwazer, nella 50 km di marcia maschile.

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