berlin-2009

Lo rivedi e continui a non capire, ancora una volta velocissimo.

E allora ti interroghi sulle cause, perché questa volta era forse ancora più difficile. Tyson Gay non era in gara, e poteva rappresentare quella motivazione ad avere una maggiore cattiveria agonistica, quella motivazione che ti spinge a dare di più, ad essere competitivo nel midollo e a spingere fino all’ultimo metro in modo da demolire il record del mondo.

E invece non fa niente, è il più forte e lo sa, lo vedi arrivare sui blocchi di partenza deciso, concentrato, e capisci subito quello che deve fare.

E lo fa con una semplicità e una facilità mostruosa. Questa volta non corre bene, stilisticamente non perfetto, soprattutto di braccia e di busto, ma una facilità di corsa incredibile, mostruosa. Parte come un fulmine e corre quei 200m in 19,19 s. Record, il suo record, battuto di 11 centesimi di secondo. E questo forse era ancora più assurdo, perché il secondo arriva con 19,81 s. Pochi anni fa si vinceva con un tempo soto ai 20 secondi, e il record del grandissimo Micchael Johnson sembrava imbattibile, assurdo. Adesso sembra tutto così semplice per lui correre in tempi assurdi, in tempi che difficilmente saranno battuti da altri, probabilmente non succederà mai.

E allora rimani senza parole ancora una volta, ti sfugge un gemito dalla bocca quando il cronometro si ferma su quei due 19, parte un risolino di sbigottimento e ti senti appagato, ti senti strano per aver visto una cosa così, ti senti bene pensando che anche te corri, anche se lo fai amatorialmente e su altre distanze. Vedendo quel tempo ti viene tutto più facile da pensare, e pensi che forse, un giorno, una garetta anche se di provincia, la vincerai anche te. Intanto in serata vai a sudare e faticare, poi si vedrà.

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