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Rio de Janeiro vince la corsa all’olimpiade 2016. Ed è un risultato storico, mai il Sud America aveva opitato una edizione dei giochi, e in pochi si sarebbero aspettati questa nomina.

Perchè le concorrenti rispondevano al nome di Giappone (Tokyo), Spagna (Madrid) e soprattutto USA (Chicago). Ed era la candidatura statunitense la più probabile, con il presidente Obama che caldeggiava e sponsorizzava la propria città.

Ma a ben vedere i segnali di svolta c’erano. Il Brasile è un paese in crescita, con un presidente all’occidentale e un gran popolo di sportivi alle spalle. Inoltre, le olimpiadi prossime, quelle del 2012, saranno occidentali e in lingua inglese, le scorse sono state asiatiche, raramente si torna due volte nello stesso continente. Per questo la lotta sembrava ristretta a USA e Brasile. La nazione a stelle e strisce esce però con le ossa rotte, non solo per la poca considerazione del proprio presidente, ma anche di tutta l’America, esclusa al primo colpo dalla votazione finale.

E anche pe la Spagna non è andata meglio, con Zapatero e re Juan Carlos in prima linea ma sconfitti sonoramente

Alla fine comunque mi è sembrata la scelta più logica, a vantaggio di un paese che ha bisogno di questa ribalta e ne avrà ancora più bisogno fra sette anni.

Per la corsa alle olimpiadi del 2020 intanto sembrano volersi candidare sia Venezia che Roma, è dal 1960 che aspettiamo, direi che è ora di tornare in Italia.

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