No DopingCome ho già detto, tutte le volte fa più male.

Ancora casi di positività al doping nel mondo del ciclismo, ed entrambi italiani. De Bonis della Diquigiovanni Androni è stato trovato positivo in un controllo effettuato durante la cronosquadre di Venezia che ha aperto il Giro d’Italia del centenario, il 7 maggio scorso.

L’altra positività è quella più nota di Gabriele Bosisio, della Lpr-Farnese.

Entrambi positivi all’Epo, il primo alla Cera, il secondo all’Epo ricombinante.
Come a solito il corridore di Milano, anche maglia rosa per un giorno nella sua carriera, si dichiara innocente e pronto ad affrontare le controanalisi. E Fabio Bordonali, team manager della Lpr, dopo il caso Di Luca si trova ad affrontare questo.
La reazione è stata la solita che con il corridore abruzzese, se possibile peggiore. Il buon Fabio è letteralmente furioso, stanco di corridori che si dichiarano sempre innocenti e che ammettono mai le loro colpe. Giustamente dichiara che, una volta sbagliato, chi commette l’errore deve pagare, e in maniera salata.

D’accordissimo con lui, soprattutto quando vedo la gente che continua ad ammassarsi abordo strada, gente che continua a vedere ed amare questo sport e a dargli la fiducia che probabilmente non merita più da tempo.
Gente che prima o poi la farà finita di credere ancora in chi dichiara il falso e prova sempre a vincere facile. Gente alla quale ogni nuovo caso fa male, veramente male.

E allora, prima che sia troppo tardi, è l’ora di smetterla, di radiare i colpevoli, se necessario anche di avviare procedimenti penali contro ai veri colpevoli della mercificazione delle sostanze proibite, quei medici che non solo trovano le sostanze per conto delle squadre o per conto dei corridori stessi, ma che il più delle volte le consigliano, in barba a quell’etica che ormai non c’è più e in barba alla salute di chi assume queste sostanze.

Anche perché, notizie preoccupanti arrivano dalla Francia, da quel Tour senza positivi all’attivo. Il quotidiano Le Monde attacca l’Uci, colpevole a suo dire di aver coperto l’Astana in merito ai controlli antidoping, permettendogli, di fatto, di arriavare più tardi ai controlli di rito.
Queste le accuse del giornale francese che si rifà ad un rapporto steso dall’Agenzia Francese Anti-Doping.
Insomma, le solite voci su Armstrong, che però, dal canto suo, può dirsi innocente. Mai infatti è stato trovato dopato, mai nessuno è riuscito nell’impresa, quindi o è un grande stratega dell’antifoping, o ha un potere tale da passarla sempre liscia, o è pulito.

Di certo io non lo so, però ne ho abbastanza delle solite notizie di positività, l’annon ciclistico volge al termine, e non è stato un bell’anno. Troppo è successo, sia nel 2009 che nel 2008. E ho il timore che la tempesta non sia affatto finita.

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