marco galliano

La notizia è di quelle che ti sconvolgono. Si perché adesso le montagne sopra gli 8000 m non si scalano più, si scendono anche, e non più solo con gli sci, ma anche con la tavola.
E’ quello che ha fatto Marco Galliano, italiano che è riuscito nell’impresa di scendere dal Cho Oyu, montagna di 8201 m che è stata violata osì per la terza volta dallo snowboard alpinismo dopo la prima del mito francese Marco Siffredi, poi scomparso sull’Everest nel 2002.

E la cosa incredibile è che Marco ha fato tutto in stile alpinismo puro, cioè senza l’aiuto di bombole d’ossigeno e portandosi l’attrezzatura da solo fino alla vetta, addirittura montandosi la tenda ai vari campi base.
Si è aggregato alla spedizione organizzata da Mountain Kingdom, con la guida alpina Cesare Bianchi ed altri compagni di viaggio (senza snowboard) Annarosa Guzzetti, Paolo Colombini, Silvano Spinelli e Guido Spinelli.

Poi l’impresa, i 2500 metri che separano il campo base a 5700 metri dalla vetta a 8201 metri sono stati suddivisi da tre campi-tenda intermedi, a 6400, 7200 e 7400.
Prima riesce a superare la fascia gialla, un passaggio complesso a 50 gradi e ghiacciato, per poi fare uno stop al campo 2 a 7200 metri. Nella seconda parte della discesa, 1500 metri di dislivello fino al campo base, le cose si complicano. Il punto critico è il cosiddetto Ice Fall, che dovrebbe essere fatto legandosi a delle corde fisse, ma l’Italiano si sente sicuro e decide di provare senza.

Come lui stesso racconta a Eurosport: “Mi avevano detto che avrei dovuto legarmi alle corde fisse durante il passaggio dalla seraccata, ma mi sentivo sicuro ed ho preferito non farlo cercando di aggirare i pericoli maggiori. In una curva in backside, però, lo zaino da 35 kg ha avuto il sopravvento e mi ha fatto volare via. Sono rimbalzato per una ventina di metri ed ho perso un po’ di materiale, ma sono vivo e l’importante è solo questo. Me la sono vista veramente brutta.

Fantastico, assolutamente fantastico. Ma cosa passerà per la testa ad uno così? Sinceramente credo che vada oltre lo sport, che sia la continua ricerca dei propri limiti, il superamento delle proprie paure. Fantastico comunque, veramente fantastico.

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