Button campione

Il paracarro di nome fa Jenson, e da ieri è campione del mondo di F1.

La definizione fu data da Flavio Briatore tempo fa, quando ormai sembrava già certa la vittoria finale dell’inglese.

Definizione che per la verità non condivido, ma neanche condanno, si perché Jenson è sicuramente un buon pilota, annoi fa sembrava una stella quando esordì alla Williams, ma niente di più di un buon pilota.

E lo dimostrano i risultati di quest’anno. Perché a parte la grande partenza nel mondiale, con sei vittorie nelle prime sette gare, Button ha totalizzato, nella seconda metà del mondiale, meno punti dei vari Raikkonen, Vettel, Webber, Hamilton e soprattutto del compagno di squadra Barrichello.

L’anno passato c’era chi diceva che la vittoria di Massa sarebbe stata un affronto per la storia della Formula 1, ma quest’anno è decisamente peggio. E poi l’incoronazione dell’eterno secondo Barrichello, sempre bistrattato dalle squadre in cui ha militato sarebbe, stata bellissima, soprattutto dopo 17 anni di onorata carriera nella massima serie motoristica a quattro ruote, ma a volte secondi si nasce. Ma con che stile, appena finita la gara ha affiancato il compagno di squadra per complimentarsi e ricevere in tutta risposta i pugni al cielo dell’inglese, come se lui non ci fosse. E nonostante tutto al traguardo ha abbracciato tutti, felice del suo insuccesso e del successo della squadra, pur pienamente consapevole di non farne parte l’anno prossimo. Un signore, perdente ma signore.

L’impresa dell’anno però è decisamente di Ross Brawn che, dopo i sette mondiali piloti e costruttori al fianco di Shumacher, si aggiudica l’ottavo con una scuderia pagata la stratosferica cifra di 1 sterlina, alla faccia di quei capoccia della Honda, che fiutano affari da chilometri di distanza. A loro l’oscar per il peggior affare dell’anno. Dopo aver passato tutto il 2008 a progettare una vettura vincente abbandonano la Formula 1, lasciando tutto nelle mani di Brawn che vince e ringrazia.
Anche grazie alla politica del circus, che senza motivazioni sufficienti gli approva il diffusore, alias fondo vettura bucato ma non bucato, come dire, “non sappiamo cosa decidere, siamo imreparati, fate come volete”. Assurdo.

Nota positiva invece per la chiusura anticipata della corsa al mondiale, almeno per quanto mi riguarda.
Ben per Bernie Ecclestone, che sperava in altri soldoni ad Abu Dhabi e invece si dovrà accontentare di quelli che già ha, come se fossero pochi. E direi che la punizione dovrebbe essere molto magiore, dopo la gravità delle affermazioni che si è permesso di fare in merito alla morte del grande Ayrton, che secondo lui sarebbe stata una manna dal cielo, portatrice di attenzione verso tutto il circus.

Direi che siamo alla frutta, ormai l’aria di businnes è troppo pesante, forse fa bene Kimi a pensare ai rally, questo non è sport, io lo chiamerei in altro modo…

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