Agassi

Delusione, tremenda delusione.

Ce n’è tanta per piangere, per lo meno se hai amato terribilmente quello che credevi un fenomeno, e molti lo hanno fatto, moltissimi.

Si perché le confessioni di Agassi non si fermano al cuore, arrivano all’osso, e fanno male. E più che altro non sono confessioni, ma ammissioni di colpevolezza.
E a poco serve dichiarare che no ce la faceva più, che lui è uno che non sa fingere perché gli si leggerebbe in volto, perché in realtà quando doveva fingere lo ha fatto.
Lo ha fatto quando si è dopato per ritornare il campione che fu, quando era decaduto e scivolato al 141° posto nella classifica mondiale, e guarda che strano, ce la fece.

E lo ha fatto anche quando da juniores prese le pillole che il padre gli dava per farlo stare più tranquillo.

Il fatto è che lo ha fatto e basta, non ci sono scuse, non ci sono alibi, e non ci saranno mai.

E se la calvizie già l’aveva a vent’anni e scendeva in campo con le parrucche poco importa, almeno dopo le altre confessioni, ma alla fine fa anche questo parte del gioco.
Perché la gente lo amava per quello che era, per quello che non mollava mai, per quello che non si arrendeva e tornava forte. E in realtà invece si è dopato, ha superato la depressione con le metanfetamine. Mentiva al mondo intero e a chi gli permetteva di essere un dio, a chi lo amava e gli permetteva di essere ricco, non depresso.
E queste sono solo le prime rivelazioni contenute nella sua biografia che ancora non è uscita in commercio.

Delusione, tremenda deusione…

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