Carlo Janka fa paura, ma veramente paura. Raramente si era visto uno vincere così, con pulizia, senza cattiveria, non che non abbia rabbia agonistica, ma non quella di Maier o Cuche per esempio. Una facilità nel controllare la gara degna dei più grandi, e una tecnica incredibile, bellissima, che sembra rendere tutto facile, anche a 120 km/h.
Con pulizia dicevo, e precisione, incredibile precisione. Tripletta nel week-end come solo Maier e Svindal sono stati capaci di fare, tripletta che a tratti è sembrata facile facile.
La fatica più grossa è stata nella discesa, dove Cuche è arrivato secondo staccato dei soliti 2 centesimi e Svindal ha sbagliato sul finale, gettando la vittoria e fermandosi a 4 centesimi dal giovane svizzero.

In combinata invece ha controllato, con una maturità incredibile per uno che ha solo 23 anni (classe ’86) e che solo l’anno scorso scendeva con pettorali dal 50 in su.

Il gigante poi è stato un dominio, e Raich è parso forte, quasi quello dei tempi migliori, era Janka che faceva paura.

Con queste tre fanno sei vittorie in dieci mesi di coppa del mondo, più un argento e un oro mondiale. Adesso si può parlare di fenomeno. Due settimane fa Cuche sembrava inprendibile, adesso è lui che fa paura, che se mantiene questo ritmo (tre vittorie e due terzi posti in 5 gare disputate), è imprendibile per tutti.

Attenti però ai due leoni, Cuche e Svindal, il primo perché una coppa di cristallo se la meriterebbe e di convinzione ne ha da vendere, il secondo perché non ha mai mollato in carriera, e a Beaver Creek è sembrato in netta ripresa, nettissima, quasi risorto come l’anno scorso.

In campo femminile invece anche quest’anno è lotta Vonn Riesch, con l’americana favorita d’obbligo, dato che ha raggiunto la settima vittoria consecutiva in discesa libera, roba da mostri sacri. Se poi ci metti che in slalom arriva quasi sempre nelle prime cinque e nei Super G a podio sebra dura batterla, ma la sua amica tedesca sembra più in forma dell’anno scorso, e la stagione è lunga.

Chiudo ancora una volta con notizie negative, altri grandi infortuni: per Dalcin, Fanara e Grange stagione finita.
Il primo si è infortunato nelle prove della discesa, gran volo e frattura al radio del braccio destro, contusioni multiple su tutto il colpo e trauma cranico oltre alla lussazione della spalla sinistra. Interessate, purtroppo, anche le ginocchia: rottura del legamento crociato anteriore e del legamento laterale interno.
Per gli altri due francesi rottura dei egamenti crociati del ginocchio, sinistro per Fanara e destro per Grange.
Rottura del menisco invece per Schoenfelder, che potrebbe rientrare per le olimpiadi, ma la qualificazione sarà dura data la concorrenza in casa austriaca.

Ancora infortuni serissimi quindi, che limitano di nuovo i contenuti tecnici del circo bianco e che evidenziano la necessità di cambiare qualcosa, in fretta anche!

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