La coppa è lunga e la pressione tanta. Lo dimostra quello che sembrava doverla chiudere a gennaio, secondo i proclami degli addetti ai lavori. Carlo Janka dopo 300 punti in tre gare ne fa zero nelle tre successive.
E tutto è strano, non perché non poteva succedere, ma per come è successo. In una pista, quella della Val d’Isere che lo ha visto prendere un oro e un bronzo negli ultimi mondiali, in una suercombinata nella quale era secondo ed è saltato nelo speciale (ma lì ci può stare), e un super G adattissimo alle sue caratteristiche, praticamente un gigantone. E non parliamo del gigante di domenica.

Nel complesso però bellissimo fine settimana. Raich e Svindal riaprono la coppa, più il primo del secondo per la verità, ma il norvegese non è tipo da mollare facilmente, anche se la fortuna non lo assiste (è stato ammalato per tutto il week-end), si difende bene in piste non proprio adatte alla sua mole. L’austriaco poi tira fuori una tre giorni di classe infinita. E tutto è di nuovo in palio.

Belli soprattutto Super G e gigante.
Anche se io non sono molto favorevole al primo in questa pista, per lo meno non con questi regolamenti. La gara ne è uscita anche bene, ma più perché il tracciatore si è travestito da artista, tirando fuori linee magnifiche, che per meriti della federazione. Si perché in una pista che più che un pendio è un muro verticale a cosa serve fare un super G che curva tanto, soprattutto se poi non hai neanche molti chilometri da percorrere?
Tanto vale farci solo il gigante, casomai lo speciale, come mi pare accada sulla Gran Risa. Ma tant’è, questo è il regolamento. Per fortuna che il tracciatore era un artista.

Bene l’Italia, che si riaffaccia su tre podi con Heel in super G, Blardone secondo in gigante, e Moellg in combinata, che ritrova Staudacher e appunto l’atleta di S. Vigilio, bravo anche in gigante e in Super G.
Super G vinto da un impressionante Walchoffer, mostruosamente tecnico in una pista che lui, data la sua altezza, non dovrebbe sopportare. Gigante che invece ha visto trionfare un grande Hircher, sempre più a suo agio fra le porte anzichè fra paletti snodati.


In campo femminile perde la leadership Lindsey Vonn, anche lei non in formissima ad Are. Prima cade nel gigante regalando una grande occasione all’amica Riesch, che però non ne approfitta scivolando nella seconda manche, poi chiude ottava nello speciale in cui la tedesca arriva seconda e le soffia la prima posizione in classifica per 20 punti.

In gigante ha vinto la francese Worley dominando in entrambe le manche e lo speciale è andato alla connazionale Aubert, molto brava a controllare nella seconda manche.

Classifiche maschili e femminili quindi riaperte e cambiate, prossime gare in Val Gardena per gli uomini e Val d’Isere per le donne.

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