Finalmente Razzoli.
Che era un campione lo aveva fatto vedere nela scorsa stagione, adesso, finalmente, la prima vittoria.
Sula pista che lo ha visto conquistare il primo podio in carriera, l’anno passato, l’azzurro si ripete e, con due manche splendide, porta a casa la prima vitoria in coppa.

Bella soprattutto la prima manche. In una Zagabria che, come al solito, si rovina dopo pochi atleti, parte con il 9, e dopo due intermedi è addirittura davanti a Herbst, partito con il numero 1 e autore del miglior tempo di manche.
Alla fine chiuderà la prima parte di gara staccato di sei decimi, secondo e con una gran dimostrazione di talento in una pista che favoriva a stento solo i primi tre numeri.

Nella seconda poi passa davanti a Moellg, anche lui tornato nelle posizioni che dovrebbe occupare più spesso, e attende l’errore di Herbst, che arriva e lo consacra re di Zagabria e, cosa non da poco, gli garantisce l’assegno di 50.000 euro, premio della gara più ricca della stagione.

Adesso deve confermarsi, ma le carte per farlo ci sono tutte.

Per quanto riguarda la coppa invece pochi scossoni. Svindal si riposava per Adlboden e Raich non è riuscito ad andare oltre l’11esimo posto, riprendendosi però la testa della classifica.
DOmani sul catino svizzero gran gigante in cui l’austriaco e Janka si lotteranno la prima posizione e la possibilità di staccare quasi definitivamente il norvegese che non sarà al cancelletto di partenza.

In campo femminile invece terza vittoria stagionale in discesa per Lindsey Vonn, che mette un po’ di punti fra lei e Maria Riesch, anche se ancora sono veramente pochi quelli che le separano. Nella discesa di recupero per quella annullata in Val d’Isere, torna sul podio anche la Paerson che si mette dietro proprio la Riesch e Nadia Fanchini.

A fine gara poprio l’atleta svedese chiamerà le varie atlete rappresentanti delle atre nazionali in un incontro per la sicurezza, dati gli ennesimi due infortuni patiti da Maria Holaus e Dominique Gisin.
Come per i maschi chiesta la presenza di un equipe medica ad ogni gara, e cosa più importante, un intervento sugli attacchi, troppo pericolosi nello sganciarsi troppo presto o, troppo spesso, nel non sganciarsi affatto.

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