L’unica parola è Spettacolo!

Questo è il Tour de Ski.
Otto prove in dieci giorni con l’arrampicata finale sul Cermis, 29° di pendenza.

In barba agli altri sport, soprattutto uno, in cui si lamentano per due partite in tre giorni o per giocare a 0°. Qui si fatica, si arriva a fine tappa con le gambe che sembrano prendere fuoco e non lasciano scelta agli ateti se non quella di sdraiarsi sulla neve un metro dopo la riga del traguardo. Qui si vedono gli atleti con la bava alla bocca, e non in senso metaforico, ma realmente, congelata sul mento di chi non ce la fa neanche a passarsi i guanti sulla bocca.
Ma nonostante tutto, quando si arriva, si aspetta l’avversario per congratularsi, perché lui ha faticato almeno quanto te che hai vinto, probabilmente anche di più.

Ed è quello che ha fatto Lukas Bauer, capace di battere un Peter Northug che non sembrava avere rivali, almeno fino al penultimo giorno. Capace di aspettare il Norvegese sul traguardo, anche se in gara si erano guardati negli occhi non tanto simpaticamente, ma l’agonismo è agonismo, lo sportività altro.

Terzo fra gli uomini Dario Cologna.

E spettacolo anche fra le donne, con un copione simile a quello maschile, con Justyna Kowalczyk che insegue fino alla salita del Cermis Petra Majdic, poi la supera in salita e si porta a casa il Tour.
Terza l’azzurra Arianna Follis, in crescita per Vancouver.

Alla fine un grande spettacolo, con 20.000 persone sul tracciato finale, in barba a chi dice che lo sport di massa è uno solo, in barba agli interessi che vanno sempre da altre parti.

Qui tutti danno tutto, soprattutto in una salita ai limiti dello sci alpinismo, dove anche loro, per salire, praticamente camminano senza far scivolare lo sci. E alla fine i risultati sono questi…

Annunci