Dopo il 2005 speravo che non succedesse più, e invece ci risiamo.

Dopo Meoni speravo di non vedere più qualcuno lottare fra la vita e la morte per una caduta alla Dakar, e invece ci risiamo.

Come era accaduto anche nel 2006, 2007 e 2009, gli incidenti ci sono stati, quelle volte mortali, questa volta, per lo meno fra i piloti, no.
E’ mora una spettatrice alla prima tappa, al pronti via di Buenos Aires, poi, dopo dieci chilometi della 6° tappa.
Il pilota di Sassari sembvrerebbe aver preso in pieno una grossa buca, almeno secondo i piloti arrivati dietro di lui.
La caduta e la botta alla testa hanno fatto il resto. Le condizioni gravi, il ricovero a Santiago e loperazione alla testa per ridurre le conseguenze della caduta.
Ma questo era il bollettino poco dopo l’incidente.
Adesso è tutta un’ altra musica, Manca ha reagito bene ai farmaci, sta meglio e nelle prossime 24-36 ore si potrebbe risvegliare. I medici caleranno le dosi dei medicinali per permettere il risveglio e la respirazione autonoma.
Il problema allora sarà vedere le condizioni di salute reali, constatare se l’ematoma ha lasciato strascichi a livello cerebrale.
Vedere insomma se va tutto bene.

SInceramente spero proprio di si. Dopo Meoni la mia passione per la Dakar, solo come tifoso ovviamente, non era diminuita, anzi, semmai aumentata. Ma non avevo un personaggio capace di emozionarmi, e sicuramente mai ce ne sarà un altro come lui. Ma Manca è italiano, e iniziavo a conoscerlo sportivamente parlando.
Comunque al di là di questo l’importante è solo che stia bene, per il futuro si vedrà.

Come al solito ci sarà chi parlerà di chiudere una corsa assurda, chi dirà che i piloti se la cercano o chi inveirà semplicemente a caso. Fortunatamente c’è anche chi capisce il perché questa corsa viene fatta, chi capisce che è una sfida contro se stessi, chi capisce che chi parte è preparato a tutto, anche al peggio, che sa a cosa va incontro e proprio per questo ci va. Non si tira indietro. Per fortuna c’è chi capisce il fascino di tutto questo, il senso di tutto questo e il perché tutto questo non viene fermato.

Finisco con le parole del suo compagno di squadra, quel Marc Coma vincitore della scorsa edizione che quest’anno ha avuto svariati problemi. Il pilota spagnolo ricorda come Manca, pur meglio posizionato in classifica (e non di poco, Luca stava facendo un gran Rally…), si sia fermato per donargli la propria ruota, senza che arrivassero ordini dall’alto…
Per Coma, e credo sia proprio vero, questo è Luca Manca, sper solo che lo sia ancora.

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