Dopo anni che ci provi penso sia bello farcela.
Anche se il più forte ha avuto problemi, anche se il posto non era quello di sempre. Il marchio era lo stesso, il rischio anche, e la vittoria è bella lo stesso.
Ed è la prima per Carlos Sainz, che riesce a vincere una Dakar, anche se nel Senegal non si arriva più, dopo anni di tentativi, incidenti e buone prove ma nessuna vittoria, se non quelle di tappa.
Strepitoso, almeno secondo me, Al-Attiyah, pilota e principe del Qatar che chiude secondo a poco più di due minuti dallo spagnolo, mettendolo in difficoltà e recuperando fino all’ultima tappa.

Bello deve essere però anche trionfare di nuovo dopo tre anni. Questo invece è Cyril Despres, ex compagno di Fabrizio Meoni. Nelle moto non c’è stata storia, fin dai primi problemi di Marc Coma si è capito che la Dakar era finita. Alla fine il vantaggio del francese è superiore all’ora, e io sono felice. Nessuno potrà sostituire Fabrizio, ma lui è quello che mi piace di più.

Citazione doverosa per Schultis, ritiratosi dopo l’incidente della prima tappa, costato la vita ad una spettatrice. Personalmente, almeno dagli articoli letti, mi sento di assolverlo. A quel che ho capito la donna era all’esterno della curva, proprio dove, in caso di perdita di controllo, vanno a finire i mezzi a quattro ruote.

Altra citazione più che doverosa per Luca Manca, autore di una grande Dakar finché è durata, e protagonista di una lenta ma per adesso buona guarigione dopo l’incidente che gli ha fatto rischiare di perdere la vita. Adesso tutto sembra andare meglio, speriamo continui tutto così. Ovviamente il mio augurio è quello di vederlo in sella al più presto, magari nella prossima Dakar. Auguri Luca.

P.S. quel “vecchietto” nella foto con Despres è il secondo nella generale, il Norvegese Ullevalseter, 42 anni suonati.

Annunci