Va detto a chiare lettere. Kitzbuhel è uno spettacolo incredibile.
Fino ad adesso la due giorni austriaca non solo non ha tradito le attese, ma ha offertyo decisamente di più di quello che pensavo. E decisamente di più di quello che pensava anche Cuche.

Si perché il 35 svizzero realizza una doppietta impensabile e torna prepotentemente in lotta per la coppa. Che sarebbe stato un week-end decisivo per le sorti della coppa lo sapevano tutti, adesso tutti ne sono certi. In palio c’erano 400 punti, 200 già presi dal buon Didier con super g e discesa, e 200 da assegnare domani, fra speciale e fine della combinata iniziata oggi.

Ma forse la vera sorpresa di oggi è stato quel missile verde di Andrej Sporn, capace di realizzare il miglior risultato della carriera proprio sulla più bella pista di discesa al mondo, un secondo posto che fino alla discesa dello svizzero era un primo più che meritato. Ogni tano ti scappa la gara della vita, vedi Staudacher o Ceccarelli, sfortuna per Andrej che Cuche non era d’accordo.
Peccato perché per molti vincere fra le diagonali contrarie alla legge di gravità e accelerazioni in partenza inredibili, vale più della vittoria di un mondiale o di un’ olimpiade.
Terzo un grande Werner Heel, sempre più attore protagonista nella velocità.

Ma l’importante non sono stati i risultati della gara, ma “la gara” che rappresenta questa Streif. Probabilmente ha ragione De Chiesa dai microfoni della Rai. Se Wimbledon è “The Championship” forse varrebbe la pena di nominare Kitzbuhel “La Gara”.
Per tutto quello che sa offrire. 50mila tifosi sul tracciato. Tutta l’Austria collegata assieme ad ogni appassionato di sci. Una partenza che ti fionda verso i 60 km/h in meno di tre secondi, una diagonale che ti spinge sui teloni di protezione (vedi Bode Miller due anni fa), il baratro sul salto della Mausfallen, la diagonale finale e lo stradino che fa la differenza.
A Kitzbuhel trovi tutto quello che un velocista deve saper fare. Prese di spigolo e sensibilità per trovare la velocità massima, coraggio nell’azzardare le linee giuste e cervello per non tagliare troppo.
Ma soprattutto trovi tutto il fascino e il carisma di un luogo che corrisponde all’autodromo di Spa per la Formula 1, ad Assen o l’isola di Mann per le moto o al Sahara per la Dakar.
Ogni sport ha il suo luogo mito, quello su cui si narrano leggende e in cui sono nati i più grandi racconti del passato. Kitzbuhel è tutto questo per lo sci. E si vede, cazzo se si vede…

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