Che Rossi ci sarebbe stato alla prima lo sapevano tutti, che anche Lorenzo non sarebbe stato da meno nonostante i problemi invernali pure, ma vedere una rossa davanti che non è guidata da Stoner ma da un campione del mondo che tropo spesso viene dimenticato stupisce.
E lo fa perché il Qatar è una gara praticamente tagliata su misura per il canguro Australiano che, come di consueto, aveva dominato tutto il week-end.

Ma le prime avvisaglie di quello che sarebbe stato c’erano eccome. Primale lamentele sui freni che si ossidavano, quando era lui che prima non li portava in temperatura, poi, in gara, quella voglia matta di strafare che lo porta verso una partenza orribile e poi ad un recupero bello e repentino.
A questo punto però i jolly erano stati giocati.
Perché, dopo quasi due secondi guadagnati in 2 giri, cercare di andare ancora di più? Il risultato sono stati 25 punti persi pronti via, per un mondiale che probabilmente si giocherà in pochi punti, visto anche l’ingresso tra i grandi di Dovizioso e quello possibile di uno Spies che mi ha veramente impressionato, soprattutto per cattiveria agonistica, decisione e gestione della gara. Il ragazzo ci sa fare, anche col cervello.
Che poi è esattamente quello che ha fatto di nuovo Rossi, più in grande ovviamente. Ha tirato quando doveva e ha portato a casa una gara fondamentale, soprattutto per i palesi limiti in rettilineo della sua Yamaha.

E alla fine mi è dispiaciuto molto per Hayden, uno che il mondiale l’ha vinto, e anche con merito secondo me. Uno che poi, l’anno succesivo al trionfo, è stato scrafiato all’inverosimile, trattato come una mezzatacca ma che, di fatto, è stato l’unico che la Honda dovrebbe ringraziare per quanto ha lavorato senza mai lamentarsi.
E allora peccato per il podio sfumato, si meritava una rivincita.

Quello che mi ha colpito in positivo è stata la Moto 2, alla fine la gara è stata piacevole, e sicuramente c’è ancora molto da dare.
Rimango però della mia. Praticamente è un monomarca, e non mi sa tanto di mondiale, dove la battaglia dovrebbe essere portata agli estremi proprio dalla competizione fra le case costruttrici.
E poi c’è da vedere quanto saprà essere scuola per i futuri piloti. 41 in pista però sono belli da vedere, molto belli.

Per il resto grande Capirossi, 300 sono tanti…

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