Le prime due tappe del giro sono andate, e già molto si è visto.

Un bel prologo, vinto da un Wiggins sempre più a suo agio sulla strada e fuori dai velodromi.
Bene Evans, che c’è e ci sar fino alla fine, bene Vinokourov, benino Basso e Sastre, male il solito Cunego, quello che da anni non è più competitivo nei grandi giri, quello cha da anni sembra sempre più da classiche e niente più. Si aspetta sempre l’anno della maturazione che in realtà dovrebbe essere passato da tempo. Ogni volta delude, forse ormai non ci spera più nemmeno lui.

Seconda tappa ridicola. Pericolosa e mal segnalata. Molte, troppe cadute, con poche coseguenze per fortuna. Non si può mettere una strettoia a 12 km dal traguardo, non si può passare da una strada larga e ventosa a una corsia sola con una curva a 90° solo perché ci sono dei lavori. C’è la possibilità di cambiare percorso e va sfruttata. A farne le spese è stato Cunego, sfortunato questa volta, che ha dovuto cambiare la bici e che è rimasto attardato.
Pochi km dopo ennesima caduta in cui rimane coinvolto soprattutto Pozzato e Kohler che si è dovuto ritirare, ma che fa attardare anche la maglia rosa e che lancia verso la volata Greipel, Petacchi e Farrar soltanto.
Il problema è che tutti devono e vogliono stare davanti, chi per non rischiare chi per vincere la tappa, ma tutti davanti non ci stanno.

Alla fine la spunta il velocista della Garmin, con una squadra perfetta e un treno spettacolare che non lascia spazio a quello che doveva essere l’uomo da battere, quel Greipel che poteva prendere la rosa e che arriva solo 5°.
Bravissimo Sabatini 3° e Goss 2°, che in realtà doveva tirare la volata a Greipel.

In maglia rosa va Evans, troppo presto per mantenerla, troppo presto perché la squadra dovrebbe lavorare per 20 giorni. Dietro di lui in generale proprio Farrar a 1″. Nella volata di oggi l’Autraliano lascerà fare, sperando probabilmente di perdere la rosa, per poi riprenderla a tempo debito.

Certo è che la corsa sembra ormai per 3-4 uomini, Evans, Sastre e forse Basso e Nibali…

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