Due tappe e due fughe.
E se da una parte era prevedibile per la tappa di ieri, arrivo a Marina di Carrara dopo colli e salite non proprio da velocisti, molto meno pronosticabile era l’arrivo dei fuggitivi per la tappa di due giorni fa, tremendamente adatta ad un arrivo in volata.

Alla fine è stato bello così, con Arashiro, Pineau e Fouchard arrivare al traguardo con soli quattro secondi sul gruppo, dopo che Paul Voss si era arreso ai suoi compagni di fuga.
Un Giapponese, due Francesi e un Tedesco, come nell’inizio di una barzalletta, e invece il gruppo dorme, si rilassa, non aiuta la Lampre convinto di riprenderli in qualsiasi momento, e poi non ce la fa.
I tre che poi sono arrivati, negli ultimi 4 km sono andati praticamente come il gruppo intero, che viaggiava a 60 km/h e perdeva pezzi per strada, chi non aveva forze o motivazioni per spingere così fino in fondo.

L’ha spuntata Pineau, davanti a Fouchard e Arashiro. Il gruppo a 4″ regolato da Tyler Farrar, l’unico velocista che una tappa l’ha vinta, e poche altre ce ne saranno di così adatte.

Per ieri tutt’altro discorso, tappa difficile per i velocisti, il gruppo ha lasciato fare per sperare di riprenderli nel finale, ma non so quanto lo volevano davvero. Ci ha provato Petacchi, a rincorrere da solo sulle strade di casa, ma non è servito a niente.

Ha vinto LLoyd, australiano di Varese che a stento è riuscito a tenere le lacrime per sè. Che ha definito il Giro tutto come “romantico”. E detto da uno che Italiano non è fa impressione, ma anche un gran piacere.
Secondo Rubens Bertogliati, suo compagno di fuga fino ad una decina di km dall’arrivo, poi il gruppone staccato di 1’15” dal primo.

Quel roanticismo di cui arlava Lloyd forse è andato da tempo, forse non c’è più dall’era Festina, dal subentro di grandi sponsor, dalla medicizzazione di uno sport che di fatto è di gruppo ma che poi è da singoli, che si allenano da soli e che vivono da soli le fatiche della strada, e che al massimo si possono passare una borraccia e non attaccare quando l’altro cade per sfortuna, dimostrando di essere il più forte pochi km dopo, scattando sulla salita decisiva.
Prima era così, ora lo è solo a tratti.
A qualcuno sembra ancora romantico, come le fughe che arrivano…per fortuna.

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