C’è qualcuno che crede sia facile fare il velocista.
C’è chi crede che basta un treno di 4-5 persone che ri portano a 300 metri dal traguardo e la tappa te la aggiudichi anche se non hai doti incredibili.

E invece no. Per qualche corsa varrà anche questa regola, per giro e Tour no di sicuro.
Se ne sta rendendo conto, a proprie spese, Greipel. Ad inizio anno dichiarava di poter battere Cavendish, che quest’anno si trova un po’ in difficoltà. Il tedesco è arrivato in Italia con più di dieci vittorie all’attivo e tante pretese di essere i più forte.

Sulla sua strada però ci sono Farrar, Weilandt e il suo compagno di squadra Goss, nettamente più in forma e, ora come ora, più forte di lui.

Anche ieri è stato evidente, alla prima occasione possibile l’Australiano che gli doveva tirare le volate ha vinto, il tedesco che doveva spaccare il Mondo non ce l’ha fatta in due occasioni perfette.
E allora forse vale la pena ridimensionarsi un po’, forse sparare così alto era troppo…
Forse pensare di battere Cavendish, uno che secondo me ha il talento di un certo Cipollini, quantomeno di un certo Robbie McEwen, che non sarà stato come Super Mario, ma che ha vinto volate incredibili, e senza squadra.

L’esplosività del piccolo dell’isola di Mann è incredibile, la classe in volata anche. Basta pensare alla Milano – San Remo dello scorso anno e tutto appare chiaro. Non credo che Greipel sia in grado di fare una cosa del genere.

E allora spara più basso, lavora e parla quando puoi, per ora no…

Intento anche ieri tappa assurda per il maltempo, acqua a catinate, non catinelle, e ancora difficoltà per gli uomini di classifica.

Sempre meno mi piace Vinokourov, che come vede qualcuno di classifica cadere o staccarsi per difficoltà tecniche, attacca con la squadra intera.
Non molto sportivo, ma anche questa è la corsa. L’agonismo quest’anno è al massimo e lo si vede anche in arrivi come ieri che, altre voltesarebbero stati solo per velocisti.

E invece nel finale scattano anche il Kazako in rosa e l’australiano Cadel Evans, dimostrando quanto è cresciuto negli ultimi anni. Dimostrando che, da quando ha vinto il mondiale, è un altro. Ha capito quanto vale e quanta casse ha e ha sempre avuto.
E’ passato da perdente di lusso a gran vincente.
Il numero di Montalcino e la Freccia Vallone lo confermano.

La vittoria va a Goss, Pozzato si mangia le mani con il secondo posto e terzo Farrar. Ma è stato bello vedere qualcuno di classifica provarci, a differenza di Domenica…

Per ora nessuna vittoria di tappa italiana, prima  poi arriveremo anche noi, tranquilli…

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