I numeri li fanno anche i velocisti.
Lo ha fatto vedere Julian Dea, che ha traghettato come poche volte si è visto nella storia del ciclismo Tyler Farrar.
E Farrar ha puntualmente vinto.

La storia della volata è semplice quanto spettacolare. Dean era l’ultimo uomo per Farrar, all’ultima curva, a 300 metri dall’arrivo primo era Tosatto, che tentava l’azione da finisseur.

Meravigliosa l’ultima curva dei due della Garmin, che superano l’Italiano con un numero che pochi si potrebbero permettere e che loro hanno fato con una naturalezza assurda.

Due sorpassi in curva che fanno capire cosa ci vuole per essere un gran velocista. Altro rispetto a quello che diceva Greipel, ancora una volta staccato dai migliori velocisti, di cui lui non fa più parte, almeno per questo Giro.
Bllo poi sentire che uno come Farrar, che ha un po’ l’immagine dello spaccone Americano, sa e conosce la storia del suo sport.
Anche se pochi se lo aspettavano, sa quanto ha vinto e cosa è stato Cipollini, non uno qualunque, ma che comunque molti lì nel gruppo ignorano, soprattutto fra gli uomini jet dall’altra parte dell’oceano.

Bravo, bravissimo ancora una volta, Sabatini. L’altra volta si era preso la terza posizione, questa volta la seconda che poteva essere qualcosa in più senza una piccola esitazione nel momento decisivo.
Peccato.

Ancora vitoria straniera.
Ora la tappa più lunga del Giro in cui molto, moltissimo, potrà cambiare…

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