La tappa di ieri ha raccontato molte verità.
Ha detto che questo Giro, che sembrava fuggito di mano, non vuole essere lasciato andare tanto facilmente dai favoriti.
Ha detto che da qui in avanti si proverà dovunque la strada comincerà a salire, perché Arroyo non è uno qualunque, men che mai Sastre, e per metterli in difficoltà devi provare di tutto.
Ha detto che i corridori sono orgogliosi, e molto.

Intanto, con la fughetta di ieri, sono stati recuperati dieci secondi in uno strappetto che si pensava non avrebbe o staccare neanche i velocisti puri, on è niente ma è un gran bel segnale.
Intanto si è fatto arrabbiare Evans.
E secondo me non aveva poi così torto.
Rompere i cambi ci sta, è la corsa, e lui ha sbagliato a reagire come ha fatto, ma come si fa una cosa conta sempre.

Non credo che sia molto corretto agire come hanno fatt gli uomini Lampre, con foga e nessun rispetto per chi, come loro, nella discesa andava a tutta. Almeno le “curve quadre” come ha spiegato Bettini, secondo me puoi risparmiartele. Cioè, alemno andare davanti e sbagliare traiettoria per far fare le curve più larghe a tutto il gruppo, secondo me puoi non farlo.
In fondo anche Savoldelli dalla moto ha ommentato dicendo: “non si può rompere i cambi così”.

Poi dopo tutti a dire che ci sta ed è la corsa. E io sono d’accordo, ma forse ci sta anche che, in un Giro che di nervosismo ne ha da vendere, in una giornata cupa dopo la fuga di due giorni fa, qualcuno si arrabbi.
Anche qui sono sbagliate le modalità, come ha detto Righi, se a Evans non andava bene poteva dirlo, non prendermi quasi a schiaffi.
Soprattutto perché ha la magia con l’iride sulle spalle.
Credo dipenda dal fatto che è solo, completamente abbandonato da una squadra che di fatto non esiste, completamente consapevole di dover vincere un Giro da solo, ma queste sono le motivazioni che lo hanno spinto ad esagerare, non giustificazioni, alla fine ha sbagliato e sono convinto che lo sappia.

La cosa bella è che tutti gli addetti ai lavori credevano che si sarebbe conclusa lì.
Anche per me era così, e di fatto lo è stato, in fin dei conti è sport.
Come ha detto Evans in gara ci sta, quasi tutti i corridori sono diversi dentro o fuori le gare, e come ha detto Righi, il giorno dopo siamo tutti amici.

La tappa va finalmente ad un Italiano, quel Pozzato che molti considerano un fenomeno, spesso e volentieri al posto giusto nel momento giusto che poi, per un motivo o per un altro, non riesce a vincere.
Ieri è stato perfetto, ha vinto in volata su Voeckler e Pineau senza sbagliare i tempi.

Annunci