La salita più dura del Giro fa selezione, e molta.
E lo spettacolo offerto è d’altri tempi.
Vedere professionisti andare su a 10-12 km/h è uno spettacolo assurdo.
Vedere poi le smorfie di fatica che fanno al massimo dello sforzo è ancora meglio.
E anche per la classifica molto è cambiato. Basso ha fatto una tappa da urlo, è veramente andato su come un motorino. Mai sui pedali, mai in piedi. Spesso lo sguardo passava su Evans, unico in grado di reggere il corridore della Liquigas, almeno fino a metà salita.

Ma lo spettacolo è stato anche quello offerto dall’Australiano. Una grinta d’altri tempi lo ha tenuto a galla. Forse ha sbagliato, se fosse andato su con il suo passo magari avrebbe perso un minuto, forse meno, invece di 1’24”. E invece ci ha provato, fino a che non ha rischiato di fare il botto, fino a che le energie non sono arrivate alla fine.
Ho quasi avuto paura che facesse come sette anni fa, quando non riusciva più ad andare avanti, alla sua prima partecipazione al Giro.
E invece è arrivato in fondo al barile delle sue energie, ha sfruttato tutto, si è staccato e poi ha trovato qualcosa per rilanciare, non si sa dove però.
Lo ha fatto con una faccia che parlava da sola, piegato su se stesso, con le spalle che ondeggiavano, simbolo di stanchezza infinita.

Sinceramente mi ha esaltato più lui, con il cuore e il carattere che ha mostrato, che Basso.

Basso mi ha letteralmente fatto paura.

E adesso il Giro è riaperto.
Anche se Arroyo non si è difeso poi così male.
La verità la diranno Gavia, Mortirolo, Aprica e Plan de Corones di oggi. Soprattutto, secondo me, per Sastre. Oggi si dovrà vedere se lo spagnolo vincitore del Tour di due anni fa è in forma per l’ultima settimana, se ha ancora speranze, se il giorno di riposo gli ha ridato quella condizione capace di staccare tutti, e a lui un giorno basta, vedere l’Alpe d’Huez del 2008.
Comunque, in definitiva, preferisco una tappa così, bella e che fa la differenza, anche se lo Zoncolan è stato percorso in 41′ circa, due di più dei 39′ netti di Simoni nel 2007.

Se tutto questo è indice di pulizia – e il se è d’obbligo purtroppo in questi giorni – è molto meglio così.
In fondo noi comuni mortali, anche se magari sportivi amatoriali, anche se forse allenati a dovere, una salita così non la finiamo nemmeno in un’ora e mezza, forse non la finiamo nemmeno…

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