Il ciclismo è così e si sa.
Se aiuti nella fuga, se fai il tuo come Scarponi, la tappa te la fanno vincere.
Soprattutto se Bass si riprende quella maglia rosa lasciata 4 anni fa.
Il Mortirolo si conferma salita terribile, più delle altre percorse fino ad adesso.
Ma a renderla decisiva è stata tutta la squadra della Liquigas, con Szmyd e Agnoli strepitosi gregari di Basso e Nibali.

Potevo titolare con “Spettacolo”, quello offerto comunque da uno strepittoso David Arroyo Duran, ormai ex maglia rosa che vede svanire il suo sogno. Il corridore Spagnolo però merita ogni aplauso possibile, ogni complimento e ogni inchino. Chapeau a lui e alla sua intelligenza. Si è staccato subito sule rampe più dure, è andato su del suo passo, recuperando addirittura qualche secondo negli ultimi km di salita. Poi in discesa spettacolo puro.
Si è buttato giù sull’acqua e verso le curve pericolose e difficili da impostare per tutti, tranne che per lui.
Ha recuperato un minuto, anche di più, dai 105″ di distacco in vetta al Mortirolo ai 38″ in fondo alla discesa, superando gli avversari come in un gran premio di moto.
Poi non ha trovato avversari, né Sastre, né Vinokourov spocchioso e supponente nel non aiutare lo Spagnolo. Né Evans che era cotto.

Ma potevo titolare anche in nome della fatica. Quella di Cadel Evans che ha retto finché ha potuto, che forse ha sbagliato tattica, poteva fare come Arroyo, staccarsi senza strappare e rientrare in discesa. Alla fine in salita è andato meno di Sastre e Vinokourov, che avevano perso contatto ben prima di lui dai migliori.
E ora si potrà dire tante cose sul campione Australiano e del Mondo. Ci si potrà chiedere dove sarebbe stato con una squadra al suo fianco, che lo avrebbe aiutato nella crono-squadre, che lo avrebbe aiutato oggi e sullo Zoncolan, magari solo a prendere le borracce, ma sarebbe stato già qualcosa.

Fatto sta che Basso si è rivelato veramente il più forte di tutti in salita, capace di imporre ritmi impossibili da seguire, capace di riprendersi una carriera che poteva essere strepitosa senza gli errori di 4 anni fa.
Errori che si chiamano Epo.
Io sono e sarò sempre a favore della radiazione in caso di positività al doping, Basso compreso. Ma devo dire che mi ha sorpreso veramente tanto.
Lo scorso anno, al rientro alle competizioni, aveva dimostrato che qualcosa gli mancava. Quest’anno no, non gli manca nulla ed è nuovamente il più forte. Ha lavorato, ha probabilmente sofferto – anche se per colpe sue – e si è rialzato. Per questo chapeau, per gli errori di anni fa no.

Ma potevo anche titolare “umiltà e signorilità”, quella di Cadel Evans, che dopo la fine della tappa, dopo aver preso 3 minuti dal suo rivale, è andato a cercarlo e lo ha trovato. Si sono guardati e Evans gli ha dato grosse pacche sulle spalle.
Come a dire non solo che lui è il più forte, ma facendogli sinceri complimenti per quello che ha fatto. Immagini di gente che comunque fatica tutta assieme, che prende l’acqua e rischia l’osso del collo in discesa.
E stesso titolo poteva valere per l’immagine di Arroyo, che tornava indietro dopo aver tagliato il traguardo, ancora con la maglia rosa addosso. Salutava il pubblico che comunque lo applaudiva, come era giusto che fosse, dopo la tappa e il Giro che ha fatto. Onore a lui, veramente.

Domani però attenzione, la discesa del Gavia è difficile, e farà freddo, molto freddo. Basso in discesa ha il suo vero punto debole, e Cadel, secondo me anche Sastre o Vinokourov, ci proveranno, poi tutto sarà finito…

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