E’ stata la giornata dei delusi quella di ieri.
Sastre, Vinokourov, Evans, tutti pretendenti alla rosa e con ben poche cose da dire, qualche parola l’hanno trovata lo stesso.

Sono scappati dalla mattina i primi due, con una fuga che non poteva andare da nessuna parte, ma che proprio per questo significava più di tante parole e tanti proclami.
Significava che campioni oro lo sono per davvero. Era come dire si, ci hanno battuto, ma hanno battuto qualcuno come noi, difficile da battere.
E questo ha dato ancora più valore a quell’Ivan Basso che questo Giro se lo sta portando a casa.

Ma è stata anche la giornata di Gilberto Simoni, anche lui in fuga dalla mattina, anche lui protagonista di una bellissima fuga. All’ultima gara in linea della sua strepitosa carriera, a 38 anni suonati, l’obiettivo era quello di passare per l’ultima volta primo del gruppo sulla cima Coppi dell’ultimo suo Giro.
Per uno che è passato primo sull’Angliru e due volte sullo Zoncolan, per uno che ha vinto due Giri, era un bel modo di andarsene, di lasciare quel gruppo che gli ha dato tanto.
E invece il suo compagno di fuga, lo Svizzero Tschopp, gli ha rubato in volata questa soddisfazione. Ma anche questo è sport, e la cima Coppi è pur sempre un bel traguardo, per tutti, e come tale fa gola anche agli altri.

Il vecchio Gibo non ha battuto ciglio e ha accettato il responso della strada, come sempre del resto. E’ arrivato fino in fondo. Questo Giro lo finirà da gregario, ma per la strada si è goduto tutti gli applausi che il pubblico gli ha riservato, in tutte le tappe, un tributo a quelo che è stato.

E anche io do il mio tributo ad un campione per il, quale ho stravisto, per il quale ho tifato contro Cunego e Armstrong, che speravo vincesse di più ma che, alla fine, mi fa accontentare di quanto ha saputo portare a casa. Perché quando ha perso ci ha comunque provato sempre, fino all’ultimo metro.
Mi ricorderò sempre il secondo Giro di Savoldelli e il suo attacco all’ultima tappa disponibile, quella con il Col delle Finestre.(http://it.wikipedia.org/wiki/Giro_d%27Italia_2005)
E’ l’emblema di quello che Gibo è stato, e gli sono grato per quello che mi ha fatto vedere.

Bello anche lo scato sul traguardo di Ivan Basso, che toglie 8 secondi di abbuono a Scarponi, come in un gesto di riconoscenza verso il Giro stratosferico di Nibali, coe a fargli capire che senza di lui, tutto sarebbe stato più difficile. Come fra due amici, non solo compagni di squadra.

Ma è stata anche la tappa dell’orgoglio di Cadel Evans, che scatta negli ultimi tre km di salita, per far vedere che anche lui poteva staccare Basso, per far vedere che non è campione del Mondo a caso.
Era stanchissimo, la smorfia sul traguardo, dove è giunto secondo alle spalle di Tschopp, diceva tutto.
Tutto sulla sua grinta e la sua voglia di vincere, che anche questa volta non è bastata.
Troppo forte la Liquigas rispetto alla BMC, e troppo forte Basso per lui, che prima della partenza, senza un filo di rabbia o di risentimento, lo ha ammesso candidamente ai microfoni Rai con quel suo italiano accentuato dalla terra dei canguri.

“La Liquigas, ma soprattutto Ivan, avevano più più gambe di me, inutile dire di no!”

E anche questa è classe…

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