Per una volta la sensazione di aver perso qualcosa di bello se ne va.
Anche se per merito mio, non certo di chi le partie non le trasmette.

Parlo di tre finali, finali di palla ovale.
Prima quella di Heineken, che ho dovuto vedere in streaming, gustandomi solo il secondo tempo. Sia perché non ero in casa nel primo pomeriggio, sia perché, fra cercare link vari e capire dove cliccare, se n’è andata l’ultima parte del primo tempo e l’inizio del secondo.
Mi sono rimasti negli occhi però gli ultimi 20 minuti. Con il Biarritz dietro per 21-12 in una partita che vedeva solo calci a portare punti alle due squadre, fra drop e piazzati.
Poi la reazione dei baschi di Francia, che riaprono tutto a 6′ dalla fine, con una meta che li riporta al 21-19. Difesa del Tolosa e quarta Heineken della storia per il club Francese.
E gli ultimi minuti sono stati da urlo.

La seconda finale è quella del campionato italiano. Nell’ultimo atto di qullo che è stato il Super10, Treviso si impone su Viadana in quella che è la sfida Celtica, fra le due franchigie che l’anno prossimo ci rappresenteranno nella Celtic League.
Come detto la spuntano i Trevigiani con un 16-12 che non porta tante emozioni se non nel secondo tempo, quando Viadana si riavvicina dal meno 11 della prima frazione fino al risultato finale.
Anche qui arrembaggio estremo per tentare qualcosa che non riesce, e Treviso si porta a casa il quindicesimo titolo.

Ma la partita più bella intanto si giocava in Inghilterra. La finale di Premiership sono riuscito a vederla solo perché ero a casa di chi si pagava Sky. Cambio canale, dai i ritmi lenti Italiani a quelli velocissimi Inglesi è una folgorazione.
E lo spettacolo è altro rispetto a casa nostra.
Mee fin dall’inizio, squadre che si affrontano a viso aperto. Da una parte i Leicester di Castrogiovanni e Flood, alla sesta finale consecutiva, dall’altra i Saracens di capitan Borthwick e del nostro Aguero.
Il primo tempo se ne va sul punteggio di 20-14 per i campioni in carica di Leicester, fra mete e spettacolo, offerto anche dal nostro pilone migliore, quel Castrogiovanni capace di buttare a terra l’uomo di forza e passare con una tecnica non adatta ad un pilone.

Poi lo spettacolo della ripresa, il recupero dei Saracens fino al 27-26 a tre minuti dalla fine, grazie ad un calcio piazzato.
Sembra tutto finito, ma il calcio di rimessa dei Leicester è corto, i Saracens non lo controllano e perdono il possesso. Placcaggio al collo su Dan Hipkiss, che si prende il vantaggio ma non cade, riparte e segna la meta decisiva al 39esimo della ripresa. Flood trasforma e i Leicester si portano sul 33-27.
I Saracens ci provano a spallate per un minuto, poi perdono la Touche e finisce lì.
Il bello però viene adesso.
Gli sconfitti non hanno mai vinto il titolo, nonostante questo sono lì, al centro del campo a congratularsi con chi li ha battuti,
sinceramente dispiaciuti ma onorati di averne fatto parte.

Questo è Rugby, peccato che per vederlo devi pagare. Peccao che anche molti che pagano non lo vedano.
Peggio per loro…

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