La guerra doveva cominciare e così è stata. E come in ogni guerra, le regole non scritte saltano.

Contador attacca l’avversario al quale era saltata la catena sulla salita finale. E a me non è piaciuto molto. soprattutto per un fatto d’orgoglio, se sei il più forte lo sei sempre e lo dimostri in condizioni eque, non quando l’avversario è in difficoltà per problemi meccanici.
Era la tappa delle tattiche invertite, la tappa in cui i ruoli, rispetto al giorno precedente, si ribaltavano, la tappa in cui era Schleck a guidare il gruppo e a dover attaccare l’avversario, al contrario del giorno precedente.
Schleck era partito, aveva attaccato nel momento giusto e poteva staccare il corridore dell’Astana. Secondo me non sarebbe cambiato nulla, lo Spagnolo non si sarebbe fatto staccare e sarebbe finita ancora con un pareggio, ma non si sa mai.
Poi il salto di catena del Lussemburghese e l’attacco dello spagnolo.
Ripeto, non mi è piaciuto molto. Se vincesse il Tour di 30″ sarebbero quelli guadagnato ieri. 39″ sul traguardo che hanno determinato il cambio di maglia gialla.
Schleck per la verità ha giocato il tutto per tutto, è ripartito a tutta rischiando il fuorigiri ed è quasi riuscito a rientrare. Poi sulla discesa finale non c’è stato nulla da fare. Il gruppo di Contador era composto anche da un certo Samuel Sanchez, un fenomeno in discesa che ha tirato lo spagnolo verso la maglia di leader.

Bello sarebbe stato un altro comportamento, bello sarebbe stato vedere Contador come Cancellara. Mi ricordo di un Armstrong che si fermò ad aspettare Ullrich quando il tedesco subì un salto di catena e cadde. Lo stesso non è accaduto ieri. Sarebbe stato tutto più signorile.

Però va detto che sono cose che capitano. Che si fa male a commentare, che comunque gli incidenti meccanici fanno parte del gioco. Se Contador fosse scattato e a Schleck fosse saltata la catena si sarebbe dovuto fermare lo stesso? Ovviamente no, quindi è sempre molto difficile, e ci sta anche di attaccare.
In fin dei conti a rugby non si fermano neanche quando qualcuno è in campo ferito, i medici entrano sul campo di gioco mentre la partita continua…
Poi , per la verità, la sera si è scusato, dichiarando che crede nel Fair Play e che forse ha sbagliato. Se è sincero ci può stare di sbagliare in momenti in cui devi decidere tutto in una frazione di secondo. Se non è sincero…

La tappa comunque se la aggiudica un grande Voeckler, l’uomo delle fughe Francese che, con la maglia di campione nazionale vince una delle sue più belle tappe. In fuga dalla mattina riesce ad arrivare primo al traguardo, mettendo un altro sigillo Francese in questa Grand Boucle.

Oggi tappa dei quattro colli che può stravolgere tutto, anche se l’ultima salita è molto lontana dal traguardo e difficilmente qualcuno attaccherà, salvo Schleck.
Bello, molto bello, vedere Ivan Basso partire con una bronchite e la febbre a 38. Bello vedere che lui vuole arrivare al traguardo di Parigi anche quando il medico di squadra consiglia di non partire.

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