Prima giornata agli Europei di Atletica in quel di Barcellona.
Partiamo subito bene.

Alex Schwazer si prende l’argento nella gara augurale, la 20km di marcia.
Il campione Olimpico di Pechino era arrivato qui con i favori del pronostico, primo tempo stagionale sia nella distanza corta che nella 50 km.
La gara però non va come lui vorrebbe, alla fine scappa il Russo Stanislav Emelyanov, che precede l’Altoatesino e il portoghese Joao Vieira.

Buona comunque, a mio avviso, la prova di Alex. In un solo colpo spazza vi molte critiche che tanti gli avevano rivolto. perché in questo paese sei un grande se vinci, ma poi o vinci sempre o non sei nessuno, un fallito o un bollito.
Lui invece ha sempre lavorato come un matto, sempre marciato alla grande. E’ vero, ha fallito i mondiali di Berlino, ma ci può stare contro atleti fortissimi.
Se si pensa poi che, a livello Europeo, molti dei più forti al mondo rimangono – vedi i Russi – la prova di Alex acquista valore e consistenza.
Si, poteva fare di più, ma non ha certo fallito, e nelle gare si può perdere.
Adesso c’è la 50 km, gara che lui predilige e in cui è il favorito d’obbligo. Spero che questo argento lo sblocchi definitivamente dopo la delusione tedesca.

La medaglia comunque da fiato e speranze ad un movimento, quello dell’atletica italiana, che è in crisi come non mai nella sua storia.

La prima giornata della manifestazione ha comunque fatto vedere buone cose, a partire dai 100m piani. Finalmente scoperte le carte dei vari favoriti. Uomo da battere era e resta Dwain Chambers, dotato di una potenza straordinaria che lo farà partire fra i primi nei 50 metri iniziali.
Il suo antagonista principale rimane, secondo me, Cristophe Lemaitre, Francese di 20 anni, primo bianco a correre sotto i 10″ netti.
La sua tecnica non è ancora sopraffina, le spalle e la parte superiore del corpo sono ancora troppo piccole, ma la classe c’è, e molta. Nel lanciato ha pochi rivali a livello europeo, se partirà bene nella finale…
Il terzo favorito, almeno dalle impressioni personali, può essere Francis Obikwelu portoghese che sembra essersi presentato al meglio nella manifestazione più importante dell’anno.
E gli Italiani? tutti hanno passato il turno, con buone impressioni per Cerutti e, soprattutto, Di Gregorio. Non bene Simone Collio, che deve fare molto di più se vuole entrare nella finale. Tutti e tre hanno comunque buone chanche.

La seconda medaglia d’oro di giornata invece va a Nadzeya Ostapchuk con un miglior lancio da 20,48 metri, argento alla connazionale Natallia Mikhnevich con 19,53 m. Terzo posto con 19,39 metri alla russa Anna Avdeyeva.
Chiara Rosa eliminata dopo i primi tre lanci con 17,49 m.


In serata i 10.000 metri uomini. il Somalo naturalizzato Inglese Mo Farah vince con 28’24″99, ma le emozioni sono qualche metro più indietro.
A sorpresa lotta per le medaglie anche Daniele Meucci, che se la gioca nel finale con Chris Thompson e con il Marocchino naturalizzato Spagnolo Ayad Lamdassem.
L’atleta di casa cerca di sorprendere Mo Farah con una volata lunghissima a due giri dalla fine, quando l’oro e l’argento sembravano cosa già decisa e Meucci si sarebbe giocato al massimo il bronzo. Poi però qualcosa succede. Nei 400 metri finali lo Spagnolo finisce la benzina. Sul rettilineo d’arrivo lo affiancano e lo superano sia Thompson che Meucci, che si lottano allo sprint la seconda posizione. Alla fine saranno tre i millesimi di secondo che li divideranno.
Con lo stesso tempo i due,28’27″33, ma l’argento va al britannico. Grande comunque l’Italiano, che rimonta i due tre metri nel finale che gli consentono di provare a prendere la medaglia d’argento. Non ce la fa ma non importa, alla fine va bene così. Nessuno si sarebbe aspettato un risultato del genere, nemmeno lui, che a fine gara dichiara che pensava ad un settimo ottavo posto, poi ci ha provato e le gambe lo hanno spinto fino a qui.
Ottimo settimo posto anche per Andrea Lalli
Grande soddisfazione per il nostro mezzofondo che, in passato, con Cova, Panetta, Antibo, Mei, Lambruschini, ci ha dato molto, moltissimo, titoli mondiali ed europei compresi.
Adesso dominano gli Africani, i tempi sono cambiati, ma almeno in campo europeo siamo tornati su un podio dopo anni di buio.

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