Bella, veramente bella Italia agli Europei di Barcellona.
Nel secondo giorno di gare le sorprese vengono dal capitano Nicola Vizzoni che, 10 anni dopo l’argento olimpico di Sidney si ripete a grandi livelli e conquista un argento europeo bellissimo. Lo Slovacco Libor Charfreitag si prende l’oro, il bronzo va all’ungherese Krisztian Pars, scavalcato in classifica dall’italiano per soli sei centimetri (79,06 Mt contro i 79,12 Mt dell’azzurro). Ma la gara è bellissima.

Nicola era terzo prima dell’ultimo lancio dell’Ungherese, che lo scavalca e lo mette fuori dal podio. Poi il sesto lancio del capitano azzurro. Si rivede l’urlo che dieci anni fa spinse l’attrezzo verso l’argento olimpico. Ancora una volta è secondo posto, ma a 37 anni e dopo molti infortuni, è uno spettacolo.

Nei 10.000 metri femminili l’oro va alla turca Elvan Abeylegesse, che domina la gara e stacca tutti presto, troppo presto, ma fa vedere un talento enorme, che fa paura anche a livelli più alti. Dietro di lei la russa Inga Abitova la portoghese Jessica Augusto.

Ma la gara del giorno erano i 100 mt maschili. Favorito d’obbligo l’ex dopato Dwain Chambers. L’Inglese parte in testa grazie alla potenza che lo contraddistingue. Fino ai 70 metri è primo, poi si perde e lascia spazio a Cristophe Lemaitre, che nel lanciato credo abbia pochi rivali, non solo a livello Europeo.

Il ragazzo deve ancora crescere, soprattutto dal punto di vista fisico e tecnico del tronco. Deve ancora imparare a partire bene e non ha la potenza necessaria a farlo, per adesso. Già dall’anno prossimo può attaccare i 9″90. E credo che abbia ancora un po’ di margine. Se se la gioca bene può lottare a livelli altissimi. Non è Bolt e non lo sarà mai, ma una medaglia mondiale o olimpica può anche arrivare. E’ dura ma può arrivare.
La sorpresa però e dietro di lui. Chambers è troppo contratto e non gioca bene le sue carte. Al fotofinish arrivano con lo stesso tempo al centesimo in 5. Alla fine l’argento va all’altro inglese Mark Lewis-Francis, bravo come non mai a protendere il busto quando era fuori dalle medaglie.

Senza il fermo immagine non sembra lui il secondo, ma alla fine è proprio la sua spalla quella più avanti di tutte. Terzo l’altro transalpino Martial Mbandjock.
Delusione azzurra. Se Lemaitre vince con 10″13, tempo non alla portata di Di Gregorio – in semifinale aveva fatto il suo personale con 10″17 – il podio lo era, facendo la gran prestazione. Il gruppo dei secondi ha fermato il cronometro a 10″18, se avesse fatto la gara della vita chissà. Peccato per un ragazzo che di solito ai grandi appuntamenti tira fuori qualcosa in più. La tensione nervosa è tanta, già in semifinale aveva fatto il numero. Alla fine va bene così, anche se la speranza c’era…

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