Si inizia subito con la delusione Schwazer, grande, enorme delusione per il marciatore azzurro, partito per vincere a mani basse e costretto al ritiro per problemi fisici dalle immagini, ma più mentali come lui stesso ha dichiarato nell’intervista. L’oro va al Francese Diniz, autore di una grande prova, partito primo e in fuga fin dal primo metro. Si conferma campione Europeo di fronte al polacco Sudol e al Russo Bakulin.

Più o meno alla stessa ora, delusione anche per la gara di Antonietta di Martino, incapace di qualificarsi per la finale del salto in alto, incapace di superare la misura di 1,92mt.
Quest’anno aveva saltato 2,01mt, ma nella gara dell’anno fallisce una qualificazione ampiamente alla sua portata. Peccato, veramente peccato. Antonietta è una grande atleta, che di solito da il meglio in queste occasioni, dispiace veramente vederla uscire così, con tre salti brutti e nemmeno vicini alle sue potenzialità.

La giornata va avanti con molte medaglie molte finali. Partiamo dalle femminili.
Il salto con l’asta donne va alla russa Feofanova, tornata ad alti buoni con un 4,75mt di tutto rispetto. Argento e bronzo per la Germania con Spiegelburg e Ryzih che superano entrambe i 4,65 mt.
La Russia non rimpiange quindi l’anno sabbatico della zarina Isinbayeva e, anche senza di lei, vince l’oro europeo.

Si prosegue con i 400m donne, dominati ancora dalla Russia con una tripletta corsa a ritmi altissimi. Firova prima con 49″89 e un ritmo velocissimo fin dai primi metri, seconda K. Ustalova con 49”92 e terza Krivoshapka con 50″10. Peccato per Libania Grenot, che poteva sperare in un podio, che ha corso sui livelli del suo personale record Italiano (50″30) e che purtroppo ha chiuso in quarta posizione con 50″43.
Brava, bravissima, anche Marta Milani, settima con 51″87, suo nuovo primato personale.

Nessuna sorpresa nel lancio del martello donne, vinto dalla tedesca Heidler con la misura di 76,38mt. L’atleta teutonica si aggiudica così, dopo il mondiale dello scorso anno, anche il titolo continentale, mettendo a segno una doppietta memorabile. Chiudono il podio la russa Lysenko e la polacca Wlodarczyk.

Bellissima la finale dei 3000 siepi femminile. In gara Marta Dominguez, idolo di casa e campionessa del mondo in carica. Gara corsa a ritmi piuttosto alti, che porta in volata finale proprio la Spagnola assieme alla Russa Zarudneva. Alla fine la spunta la seconda, prendendosi pochi metri di vantaggio in ogni ostacolo. La Russa è veramente dotata di grande classe nel superamento delle barriere che le permettono di guadagnare quei due tre passi di vantaggio rispetto alla propria avversaria, evitando di perdere una volata che, sulla carta, era ad appannaggio della Spagnola.

Russia che domina anche nella 400 ostacoli femminile, vinta per distacco dalla Antyukh con 52″92, tempo di altissimo livello anche a ritmi mondiali. Seconda la bulgara Stambolova con 53”82, terza la Britannica Shakes Drayton con 54″18.

Meravigliosa invece la finale degli 800 donne vinta, tanto per cambiare, dalla Russa Savinova (01’58”22), seguita a sorpresa dall’Olandese Hak (01’58”85) e dall’Inglese Meadows (01’59”39). Britannica prima fino all’ultimo rettilineo dove sembrava in grado di andarsene, da dietro però arrivano le sue due rivali che la superano di gran carriera. La Meadows alla fine rischia anche il terzo posto, che riesce a mantenere sulla lonea del traguardo con difficoltà.

E ora le gare maschili.

Si parte con la più attesa, i 200 mt maschili. Sembrava tutto scritto, con Lemaitre in grado di vincere sottogamba la finale grazie alla sua fase lanciata che non vede rivali in Europa. Si pensava addirittura a un tempo vicino se non sotto i 20″ netti. Invece tutta altra storia.
Il Francese parte male, fa una curva orribile come in semifinale e fa una fatica enorme per mettere in moto il suo lanciato. Alla fine si affida, tutto scomposto e claudicante, alle sue caviglie. Sul traguardo è lui il primo (20″37), con un centesimo di vantaggio sul redivivo Britannico Malcolm e quindici centesimi sul connazionale Mbandjock.
Francia che si prende altre due medaglie, ma il bianco più veloce del mondo non ha brillato, è sembrato molto stanco, e non molto a posto tecnicamente. Certo è che, se vince correndo così male, sia tecnicamente che tatticamente, viene da pensare a cosa potrebbe fare in futuro, quando sicuramente gli meteranno addosso qualche chilo in più nel busto e gli insegneranno a correre anche in curva.

Molto bella anche la finale dei 110 ostacoli. Per la vittoria sembrava avvantaggiato il ceco Svoboda, che parte primo e ci rimane fino a tre ostacoli dalla fine. Poi sbaglia, non supera bene la barriera e perde il passo, lasciando la gara all’atleta Britannico Turner, davanti al Francese Darien e all’Ungherese Kiss.

Bellissime, veramente stupende, anche le ultime due gare di giornata, i 1500 e i 400 uomini.

La prima gara vedeva favoriti gli Spagnolo Casado e il grande Reyes Estevez. La gara parte lenta, il ritmo lo fa proprio lo Spagnolo più famoso, fino alla fine, quando il ritmo si alza e lui non riesce a tenere i primi della serata. La spunta comunque uno Spagnolo, Casado vince con un tempo relativamente alto, 3’42″74 di fronte alla sorpresa tedesca Schlangen e al connazionale Olmedo.
Spagnoli in delirio e che conquistano, finalmente, una medaglia d’oro nelle loro specialità, quel mezzofondo una volta caro anche ai nostri colori.

E sorpresa è stata anche nella finale dei 400 mt. Erano attesi il Francese Djone, l’Inglese Bingham e il Belga Jonathan Borlée. Nel rettilineo finale però spunta fuori il fratello gemello del Belga, Kevin, che supera tutti e va a vincere una finale bellissima per lui. I due fratelli si guardano e si abbracciano subito, l’uno consapevole della grande gara che ha fatto, l’altro dell’occasione persa. Il podio è completato da Bingham e l’altro Britannico Rooney.

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