agosto 2010


Splendida ultima giornata a Barcelona, undici finali per un ultimo giorno di fuoco.

Si parte la mattina con la maratona maschile.
La gara che ne esce è di quelle mediocri, veramente mediocri. Il ritmo è lento, ben oltre i 3′ al km e nessuno attacca.
Poi esce lo svizzero Rothlin, che allunga e se ne va tutto solo. E qui la gara acquista valore. Lo Svizzero neo campione d’Europa è uno di queli che nella vita può dirsi miracolato. Nella scorsa primavera, causa un lungo viaggio in aereo, si ritrovò vittima di due embolie polmonari e una trombosi, andando molto vicino alla morte e alla fine della carriera. E’ stato fermo per tutto il 2009, è rientrato e si è infortunato al tallone. Dopo l’operazione è tornato di nuovo, si è allenato e ora ha vinto l’Europeo. Bella storia per uno che non si arrende, veramente bella storia. Alla fina conclude i 42km e 195 metri in 02h15’31”00. Secondo lo Spagnolo Martinez in 02h17’50”00 e terzo il Russo Safronov in 02h18’16”00, Peccato, veramente peccato, per Ruggero Pertile, che arriva quarto ma va vicino, vicinissimo ad una medaglia. L’italiano fa una gran gara, sempre in progressione fino al 35km, quando era secondo assieme allo Spagnolo e dimostrava di poter prendere anche l’Elvetico in prima posizione. Poi i crampi in una gara caldissima e umidissima lo tolgono dal podio in quella che poteva essere la gara della vita. CI ha provato e va bene così, purtroppo.
Male Stefano Baldini, che lascia la maratona e chiude la carriera con un ritiro. Come lui stesso ha detto, aveva sottovalutato la gara, pensando di essere più preparato e più forte, ma alla fine l’età è quella che è, e 39 anni si sentono.
Grazie lo stesso ad un campione vero, assoluto, enorme. Capace di vincere un’olimpiade, due europei e un bronzo mondiale. Capace di battere i keniani e gli Africani in genere. Capace di cambiare il mondo della maratona, dimostrando che anche un bianco può, e lui ha potuto. Grazie Stefano, davvero.

La giornata è proseguita con le staffette. E qui arriva l’ultima soddisfazione per l’atletica Italiana. Nella 4×100 uomini,Donati, Collio, Di Gregorio e Checcucci corrono perfetti. Grandi cambi e bei lanciati per una staffetta che batte, dopo quasi 30 anni, il record Italiano con un fantastico 38″17. Chiude seconda alle spalle della Francia di Lemaitre e Mbandjock che ci supera solo sul rettilineo finale correndo in 38″11. Terza la Germania con 38″44.
L’Italia corona un bel progetto, creato per questo e per fare squadra. Per ritornare a quella scuola italianadel passato, quella che ci vedeva competere per altre medaglie. Se gli altri, viene da pensare a Jamaica e USA, ma anche ai Britannici, corressero come noi, sarebbero imprendibili. Loro favoriscono grosse individualità a scapito della squadra, senza capire che la staffetta è altro. Fortuna loro che hanno nomi importanti e che li possono portare alla vittoria e ai record mondiali, ma molto potrebbero imparare.

Nell’altra staffetta veloce, la 4×100 donne, vittoria di una bellissima Ucraina con un tempo competitivo anche a livelli mondiali. Le vincitrici chiudono con 42″29, di fronte a Francia (42″45) e Polonia (42″68).
Bellissima la prova delle bionde del nord, che battono la favorita Francia e una stupenda Polonia che dimostra, come l’Italia nei maschile, quanto conti la squadra.

Ci si aspettava qualcosa in più invece dalla finale dei 3000 siepi maschili. Che i due Francesi fossero i più forti in gara lo sapevano tutti, ma che se ne andassero da subito a fare gara solitaria è ben altra cosa.
Alla fine la spunta il meno quotato Mekhissi Benabbad con un buon 08’07”87, di fronte al compagno di nazionale Tahri (08’09”28). lìLa volata è senza storia e offre poche emozioni, praticamente un affondo senza risposta e la doppietta Francese è servita.
Terzo lo Spagnolo Blanco staccato di più di 10″ dal vincitore (08’19”15).

Bella finale invece quella del disco uomini. Come nel giavellotto, sono in due a giocarsela, il Polacco Malachowski e il Tedesco Harting.
Una gara con lanci molto buoni, non stellare come la finale del giorno precedente ma comunque di altissimo livello. Quando Harting, al secondo lancio pensava di aver già vinto, ecco che esce il Polacco che con 68,87 mt supera il Tedesco campione del Mondo (68,47 mt) e l’Ungherese Fazekas (66,43 mt).

Nei 5.000 donne la spunta la Turca Bekele (14’52”20) di fronte alla connazionale Abeylegesse (14’54”44) e alla portoghese Moreira (14’57”71)
Gara corsa a ritmo altissimo e dominata dalla naturalizzata etiope che doma la compagna di squadra, anch’essa naturalizzata.
Bella prova per Elena Romagnolo, che chiude sesta molto vicino al suo personale, incapace di reggere un ritmo troppo alto per le atlete bianche.
Se la gara fosse stata un po’ più lenta forse si sarebbe potuta attaccare al treno giusto e magari battere il record Italiano, ci ha provato lo stesso senza fortuna. Ma è difficile che qualche Europea possa correre a certi ritmi.

1500 donne che vede trionfare la Spagna. Fernandez (04’00”20) prende l’oro, seconda la Francese Dehiba Chahyd (04’01”17), bronzo ancora alla Spagna con Rodriguez (04’01”30). Gara magari non velocissima ma bella nella volata finale. Sorprende tutti la vincitrice, meno accreditata della più quotata Rodriguez che invece si spegne proprio nel rettilineo finale. Grande fair play però, lascia spazio a chi viene da dietro, senza tentare di ostacolare nessuna atleta in curva. Fortuna vuole che a vincere sia la sua compagna di squadra.

Altre due staffette mancano nel quadro delle finali, sono le 4x400mt, sia maschile che femminile.
La seconda delle due va alla Russia (3’21″26), di fronte alla Germania (3’24″07) e alla Gran Bretagna (3’24″32).
Le Russe erano imbattibili e corrono la miglior prestazione annuale, in fuga fin dai primi metri.
Le altre due squadre si giocano l’argento in volata.
Bravissime le azzurre, che corrono il primato italiano e arrivano purtroppo solo quarte. Belle però le frazioni delle nostre, capace di correre ai loro massimi livelli, purtroppo non basta per una medaglia che, a ben vedere, non ci poteva stare.

La staffetta maschile invece stava per riservare la sorpresa, proprio dai nostri.
Fino all’ultimo cambio siamo in testa. La squadra, composta da Vistalli-Galletti-Licciardello-Barberis, rimane prima fino all’ultimo giro, con una frazione superba di Licciardello che tiene di forza la Francia dietro nella curva finale, poi passa il testimone a Barberis solo in quinta posizione. Chiudiamo ottavi, ma ci abbiamo provato, era durissima, quasi impossibile.
Oro alla Russia (03’02”14), argento alla Gran Bretagna (03’02”25) e bronzo al Belgio (03’02”60) che sperava nell’oro e al maggior apporto dei fratelli Borlée.

Molto bella l’ultima gara, il lungo maschile. Speravamo in un ritorno di Adrew Howe per l’oro che ci mancava. Il Reatino chiude solo quinto, ma davvero più di così non poteva. La testa c’era, come lui stesso ha detto, il fisico no. Fino a Settembre camminava a malapena dopo l’operazione al tendine d’Achille. Fin a una settimana fa prendeva gli antidolorifici tutti i giorni. Le caviglie ancora non ci sono. la caviglia per la verità, e anche quella di stacco.
Per adesso va bene così, alla fine ha fatto la migliore gara della stagione. Anche lui ci ha provato, come tutta la squadra azzurra.
Chiudiamo con 4 argenti e 2 bronzi. Diciassettesimi nel medagliere, ottavi se guardiamo la quantità di piazzamenti nei primi otto di ogni gara.
Stiamo cercando di far rinascere un movimento che era dura tirare su. Qualcosa si vede, non molto ma qualcosa si.

E anche per quest’anno è finita, 2011 mondiali, 2012 olimpiadi e Europei pre-olimpici. Si cambia formula, adesso saranno ogni due anni.

Bella, bellissima, la quinta giornata di gare. Molte finali fatte e molte le sorprese e le belle prestazioni, ma andiamo con ordine:

Nella maratona donne è subito una soddisfazione azzurra. La gara la fa la Lituana Balciunaite, che vince con 2h 31′ 14″. Vince staccando la Russa Yulamanova di un minuto e spiccioli, ma la sorpresa la fa la Siciliana Anna Incerti, che si prende un bronzo bellissimo per la propria carriera. La gara della vita per l’Italiana che regala una medaglia insperata nel fondo.
33″ la dividono dal secondo posto, ma alla fine va bene così…

Gran gara quella del peso maschile. Alla fine la vittoria va al Bielorusso Mikhnevich con 21,01mt. Un solo centimetro sopra i 21 mtri, ma un centimetro fondamentale. Secondo infatti chiude il campione del olimpico Majewski che lancia l’attrezzo a 21,00mt. Un solo centimetro in meno, un solo centimetro dalla medaglia più prestigiosa. Gara splendida anche per la presenza del tedesco Bartels, uomo da tenere d’occhio fino all’ultimo lancio. Già in passato aveva vinto con l’ultima misura, e così ha fatto anche ieri. Con 20,93 mt chiude il podio sfiorando anche la vittoria.

Gara non da grandi contenuti quella 800mt uomini, vinta dal Polacco Lewandowski (01’47”07) di fronte al Britannico Rimmer (01’47”17) e all’altro Polacco Kszczot (01’47”22). Il bello della gara è la volata finale, ma negli 800 è difficile che non finisca in questo modo.

Poco da dire anche per l’Eptathlon femminile. La gara delle tante gare è stata vinta dalla britannica Ennis che, dopo l’oro mondiale dello scorso anno, doppia con il titolo Europeo. La gara finale sono, come sempre, gli 800 femminili. Poche speranze prima del via per la seconda in classifica, la Russa Dobrynska. La britannica riesce infatti ad imporsi anche nell’ultima gara, legittimando alla grande il proprio successo. Terza la Tedesca Oeser.

Bellissima invece la finale dei 200m femminili. La favorita erano la Russa Fedoriva assieme alla Frances Mang.
E per la verità la Russa parte bene e rimane in testa fino ai 50 metri finali, quando dall’ottava corsia esce di gran carriera la Francese Soumaré, che beffa tutte e si prende l’oro.
Gran risultato per la transalpina che, con 22″32 batte il primato personale di sette decimi. Un miglioramento incredibile che la porta ad un’esultanza bellissima, fatta di urla e salti, fatta di adrenalina e una gioia di vincere meravigliosa. Si ripeterà poi sul podio, ballando e tirando fuori tutta la sua simpatia.
Argento all’Ucraina Bryzhina che con 22”44 beffa la Fedoriva al fotofinish strappandole anche la medaglia d’argento.

Si passa così ai 400 ostacoli maschili e i 100 ostacoli femminili, altre due gare che hanno tenuto col fiato sospeso.
Nella prima prova gran prestazione dell’Inglese Greene che, con 48”12 si avvicina a tempi di grande livello, battendo anche il record britannico. Secondo l’altro atleta di Sua Maestà Williams con 48″96, terzo il giovane Ucraino Melnykov che, con un mediocre 49”09 si porta comunque a casa una medaglia di bronzo.
I tempi Europei sono ben lontani da quelli di Fabrizio Mori o di Diagana, quando i due si contendevano le medaglie mondiali al di sotto dei 48″, ma un grande passo avanti è stato fatto.

Nell’altra gara, i 100 ostacoli femminili, grande prova della Turca Yanit che, con un grande 12”63 migliora per la quarta l’ennesimo turno il record nazionale e personale, portandosi a casa la medaglia più prestigiosa. Tutto il podio racchiuso in un respiro, con l’argento all’irlandese O’Rourke (12″65), autrice di una splendida rimonta finale e il bronzo alla Tedesca Nytra (12”68), accreditata del miglior personale fra le partecipanti in gara, ma incapace di esprimersi ai suoi massimi livelli.

Molto molto belli anche i 5.000 uomini. Mo Farah, il britannico che aveva già vinto i 10.000, doppia e si prende l’oro anche nella distanza più corta.
Bellissima la gara con una partenza corsa a ritmi blandi, poi l’accelerazione e l’ultimo km corso a 2’25”. Una velocità e uno sprint che può mettere in difficoltà anche a livello Mondiale, Bekele è un fulmine, ma…
Secondo l’atleta di casa che di cognome fa proprio Espana, quasi fosse un predestinato. Terzo l’Azero Ibrahimov.
Alla fine esce un tempo blando, 13’31″18, ma il finale è da urlo, e Farah sembra avere più ritmo nelle gambe, in grado di crescere ancora in vista di Londra 2012.
Meucci, bronzo nei 10.000, ci prova e tenta di rimanere attaccato al gruppo che conta, ma il finale è assurdo per un bianco, per giunta se stanco dopo le prove dei giorni scorsi. Ci ha provato e va bene così, torna a casa con un Europeo meraviglioso e il futuro dalla sua…

Ma le gare più belle della giornata devono ancora arrivare.
Prima di tutte la finale del lancio del giavellotto. una gara stellare, giocata lancio su lancio fra il tedesco De Zordo e il fenomeno Norvegese Andreas Thorkildsen. Il tedesco apre con misure subito sopra gli 86 metri. Poi lo supera di una decina di cm il campione mondiale Norvegese. Ancora il tedesco sopra agli 87mt, prima del capolavoro del nordico che chiude il discorso a 88,37mt. Alla fine ne esce una gara stellare, con misure di livello assoluto e più, con due campioni meravigliosi, anzi tre, perché anche il mito Finlandese Tero Pitkamaki non se ne sta a guardare e tira fuori la misura negli ultimi due lanci. Chiuderà terzo con 86,67mt, a 87,81 il secondo posto, ma la gara è stata stupenda.

Nel frattempo arriva la sorpresa, e sorpresa più gradita non ci poteva essere. Simona La Mantia, dopo anni di sacrifici e infortuni torna sui suoi passi, sui suoi salti. Al primo tentativo, nella finale del triplo femminile, fa una gran misura, 14,56 mt che vogliono dire tanto. Alla fine si scioglie di fronte al microfono come una bambina che sa quanto è stata dura. Si scioglie dopo che aveva pensato forse anche a smettere, per lo meno a soffrire molto, perché si doveva tirare su da sfortune e infortuni multipli.
Perde solo da un 14,81 della favoritissima Ucraina Saladuha. Terza la Belga Bolshakova a 14,55 mt.

Meravigliosa l’ultima gara, almeno per ordine di conclusione. Quel salto con l’asta che vedeva in gara anche un certo Giuseppe Gibilisco.
Il campione del mondo di Parigi 2003 torna grande per una sera, entra in gara a 5,65 mt. superandoli al primo tentativo, salta i 5,70 per provare direttamente i 5,75 che salta alla seconda prova, purtroppo, perché poteva essere bronzo. Poi prova direttamente i 5,85 e per poco, pochissimo, non li salta.
Un campione ritrovato anche negli atteggiamenti e nelle dichiarazioni post gara, i prossimi due anni può fare molto.
Sul podio ci vanno il favorito Francese Lavillenie che supera agevolmente i 5,85, secondo l’Ucraino Mazuryk con 5,80. Terzo che trova il jolly il Polacco Czerwinski con un 5,75 superato alla prima prova dopo i due errori alla misura inferiore dopo i quali aveva deciso di passare.

A volte ce la fai, altre no, ma è un legno che vale più di altri. Gibilisco è tornato e può dire la sua nei prossimi anni.

La giornata si chiude così, con l’Italia alle due medaglie giornaliere, niente male per un movimento che, piano piano, tenta di ritornare a livelli più alti.