Bella, bellissima, la quinta giornata di gare. Molte finali fatte e molte le sorprese e le belle prestazioni, ma andiamo con ordine:

Nella maratona donne è subito una soddisfazione azzurra. La gara la fa la Lituana Balciunaite, che vince con 2h 31′ 14″. Vince staccando la Russa Yulamanova di un minuto e spiccioli, ma la sorpresa la fa la Siciliana Anna Incerti, che si prende un bronzo bellissimo per la propria carriera. La gara della vita per l’Italiana che regala una medaglia insperata nel fondo.
33″ la dividono dal secondo posto, ma alla fine va bene così…

Gran gara quella del peso maschile. Alla fine la vittoria va al Bielorusso Mikhnevich con 21,01mt. Un solo centimetro sopra i 21 mtri, ma un centimetro fondamentale. Secondo infatti chiude il campione del olimpico Majewski che lancia l’attrezzo a 21,00mt. Un solo centimetro in meno, un solo centimetro dalla medaglia più prestigiosa. Gara splendida anche per la presenza del tedesco Bartels, uomo da tenere d’occhio fino all’ultimo lancio. Già in passato aveva vinto con l’ultima misura, e così ha fatto anche ieri. Con 20,93 mt chiude il podio sfiorando anche la vittoria.

Gara non da grandi contenuti quella 800mt uomini, vinta dal Polacco Lewandowski (01’47”07) di fronte al Britannico Rimmer (01’47”17) e all’altro Polacco Kszczot (01’47”22). Il bello della gara è la volata finale, ma negli 800 è difficile che non finisca in questo modo.

Poco da dire anche per l’Eptathlon femminile. La gara delle tante gare è stata vinta dalla britannica Ennis che, dopo l’oro mondiale dello scorso anno, doppia con il titolo Europeo. La gara finale sono, come sempre, gli 800 femminili. Poche speranze prima del via per la seconda in classifica, la Russa Dobrynska. La britannica riesce infatti ad imporsi anche nell’ultima gara, legittimando alla grande il proprio successo. Terza la Tedesca Oeser.

Bellissima invece la finale dei 200m femminili. La favorita erano la Russa Fedoriva assieme alla Frances Mang.
E per la verità la Russa parte bene e rimane in testa fino ai 50 metri finali, quando dall’ottava corsia esce di gran carriera la Francese Soumaré, che beffa tutte e si prende l’oro.
Gran risultato per la transalpina che, con 22″32 batte il primato personale di sette decimi. Un miglioramento incredibile che la porta ad un’esultanza bellissima, fatta di urla e salti, fatta di adrenalina e una gioia di vincere meravigliosa. Si ripeterà poi sul podio, ballando e tirando fuori tutta la sua simpatia.
Argento all’Ucraina Bryzhina che con 22”44 beffa la Fedoriva al fotofinish strappandole anche la medaglia d’argento.

Si passa così ai 400 ostacoli maschili e i 100 ostacoli femminili, altre due gare che hanno tenuto col fiato sospeso.
Nella prima prova gran prestazione dell’Inglese Greene che, con 48”12 si avvicina a tempi di grande livello, battendo anche il record britannico. Secondo l’altro atleta di Sua Maestà Williams con 48″96, terzo il giovane Ucraino Melnykov che, con un mediocre 49”09 si porta comunque a casa una medaglia di bronzo.
I tempi Europei sono ben lontani da quelli di Fabrizio Mori o di Diagana, quando i due si contendevano le medaglie mondiali al di sotto dei 48″, ma un grande passo avanti è stato fatto.

Nell’altra gara, i 100 ostacoli femminili, grande prova della Turca Yanit che, con un grande 12”63 migliora per la quarta l’ennesimo turno il record nazionale e personale, portandosi a casa la medaglia più prestigiosa. Tutto il podio racchiuso in un respiro, con l’argento all’irlandese O’Rourke (12″65), autrice di una splendida rimonta finale e il bronzo alla Tedesca Nytra (12”68), accreditata del miglior personale fra le partecipanti in gara, ma incapace di esprimersi ai suoi massimi livelli.

Molto molto belli anche i 5.000 uomini. Mo Farah, il britannico che aveva già vinto i 10.000, doppia e si prende l’oro anche nella distanza più corta.
Bellissima la gara con una partenza corsa a ritmi blandi, poi l’accelerazione e l’ultimo km corso a 2’25”. Una velocità e uno sprint che può mettere in difficoltà anche a livello Mondiale, Bekele è un fulmine, ma…
Secondo l’atleta di casa che di cognome fa proprio Espana, quasi fosse un predestinato. Terzo l’Azero Ibrahimov.
Alla fine esce un tempo blando, 13’31″18, ma il finale è da urlo, e Farah sembra avere più ritmo nelle gambe, in grado di crescere ancora in vista di Londra 2012.
Meucci, bronzo nei 10.000, ci prova e tenta di rimanere attaccato al gruppo che conta, ma il finale è assurdo per un bianco, per giunta se stanco dopo le prove dei giorni scorsi. Ci ha provato e va bene così, torna a casa con un Europeo meraviglioso e il futuro dalla sua…

Ma le gare più belle della giornata devono ancora arrivare.
Prima di tutte la finale del lancio del giavellotto. una gara stellare, giocata lancio su lancio fra il tedesco De Zordo e il fenomeno Norvegese Andreas Thorkildsen. Il tedesco apre con misure subito sopra gli 86 metri. Poi lo supera di una decina di cm il campione mondiale Norvegese. Ancora il tedesco sopra agli 87mt, prima del capolavoro del nordico che chiude il discorso a 88,37mt. Alla fine ne esce una gara stellare, con misure di livello assoluto e più, con due campioni meravigliosi, anzi tre, perché anche il mito Finlandese Tero Pitkamaki non se ne sta a guardare e tira fuori la misura negli ultimi due lanci. Chiuderà terzo con 86,67mt, a 87,81 il secondo posto, ma la gara è stata stupenda.

Nel frattempo arriva la sorpresa, e sorpresa più gradita non ci poteva essere. Simona La Mantia, dopo anni di sacrifici e infortuni torna sui suoi passi, sui suoi salti. Al primo tentativo, nella finale del triplo femminile, fa una gran misura, 14,56 mt che vogliono dire tanto. Alla fine si scioglie di fronte al microfono come una bambina che sa quanto è stata dura. Si scioglie dopo che aveva pensato forse anche a smettere, per lo meno a soffrire molto, perché si doveva tirare su da sfortune e infortuni multipli.
Perde solo da un 14,81 della favoritissima Ucraina Saladuha. Terza la Belga Bolshakova a 14,55 mt.

Meravigliosa l’ultima gara, almeno per ordine di conclusione. Quel salto con l’asta che vedeva in gara anche un certo Giuseppe Gibilisco.
Il campione del mondo di Parigi 2003 torna grande per una sera, entra in gara a 5,65 mt. superandoli al primo tentativo, salta i 5,70 per provare direttamente i 5,75 che salta alla seconda prova, purtroppo, perché poteva essere bronzo. Poi prova direttamente i 5,85 e per poco, pochissimo, non li salta.
Un campione ritrovato anche negli atteggiamenti e nelle dichiarazioni post gara, i prossimi due anni può fare molto.
Sul podio ci vanno il favorito Francese Lavillenie che supera agevolmente i 5,85, secondo l’Ucraino Mazuryk con 5,80. Terzo che trova il jolly il Polacco Czerwinski con un 5,75 superato alla prima prova dopo i due errori alla misura inferiore dopo i quali aveva deciso di passare.

A volte ce la fai, altre no, ma è un legno che vale più di altri. Gibilisco è tornato e può dire la sua nei prossimi anni.

La giornata si chiude così, con l’Italia alle due medaglie giornaliere, niente male per un movimento che, piano piano, tenta di ritornare a livelli più alti.

Annunci