Splendida ultima giornata a Barcelona, undici finali per un ultimo giorno di fuoco.

Si parte la mattina con la maratona maschile.
La gara che ne esce è di quelle mediocri, veramente mediocri. Il ritmo è lento, ben oltre i 3′ al km e nessuno attacca.
Poi esce lo svizzero Rothlin, che allunga e se ne va tutto solo. E qui la gara acquista valore. Lo Svizzero neo campione d’Europa è uno di queli che nella vita può dirsi miracolato. Nella scorsa primavera, causa un lungo viaggio in aereo, si ritrovò vittima di due embolie polmonari e una trombosi, andando molto vicino alla morte e alla fine della carriera. E’ stato fermo per tutto il 2009, è rientrato e si è infortunato al tallone. Dopo l’operazione è tornato di nuovo, si è allenato e ora ha vinto l’Europeo. Bella storia per uno che non si arrende, veramente bella storia. Alla fina conclude i 42km e 195 metri in 02h15’31”00. Secondo lo Spagnolo Martinez in 02h17’50”00 e terzo il Russo Safronov in 02h18’16”00, Peccato, veramente peccato, per Ruggero Pertile, che arriva quarto ma va vicino, vicinissimo ad una medaglia. L’italiano fa una gran gara, sempre in progressione fino al 35km, quando era secondo assieme allo Spagnolo e dimostrava di poter prendere anche l’Elvetico in prima posizione. Poi i crampi in una gara caldissima e umidissima lo tolgono dal podio in quella che poteva essere la gara della vita. CI ha provato e va bene così, purtroppo.
Male Stefano Baldini, che lascia la maratona e chiude la carriera con un ritiro. Come lui stesso ha detto, aveva sottovalutato la gara, pensando di essere più preparato e più forte, ma alla fine l’età è quella che è, e 39 anni si sentono.
Grazie lo stesso ad un campione vero, assoluto, enorme. Capace di vincere un’olimpiade, due europei e un bronzo mondiale. Capace di battere i keniani e gli Africani in genere. Capace di cambiare il mondo della maratona, dimostrando che anche un bianco può, e lui ha potuto. Grazie Stefano, davvero.

La giornata è proseguita con le staffette. E qui arriva l’ultima soddisfazione per l’atletica Italiana. Nella 4×100 uomini,Donati, Collio, Di Gregorio e Checcucci corrono perfetti. Grandi cambi e bei lanciati per una staffetta che batte, dopo quasi 30 anni, il record Italiano con un fantastico 38″17. Chiude seconda alle spalle della Francia di Lemaitre e Mbandjock che ci supera solo sul rettilineo finale correndo in 38″11. Terza la Germania con 38″44.
L’Italia corona un bel progetto, creato per questo e per fare squadra. Per ritornare a quella scuola italianadel passato, quella che ci vedeva competere per altre medaglie. Se gli altri, viene da pensare a Jamaica e USA, ma anche ai Britannici, corressero come noi, sarebbero imprendibili. Loro favoriscono grosse individualità a scapito della squadra, senza capire che la staffetta è altro. Fortuna loro che hanno nomi importanti e che li possono portare alla vittoria e ai record mondiali, ma molto potrebbero imparare.

Nell’altra staffetta veloce, la 4×100 donne, vittoria di una bellissima Ucraina con un tempo competitivo anche a livelli mondiali. Le vincitrici chiudono con 42″29, di fronte a Francia (42″45) e Polonia (42″68).
Bellissima la prova delle bionde del nord, che battono la favorita Francia e una stupenda Polonia che dimostra, come l’Italia nei maschile, quanto conti la squadra.

Ci si aspettava qualcosa in più invece dalla finale dei 3000 siepi maschili. Che i due Francesi fossero i più forti in gara lo sapevano tutti, ma che se ne andassero da subito a fare gara solitaria è ben altra cosa.
Alla fine la spunta il meno quotato Mekhissi Benabbad con un buon 08’07”87, di fronte al compagno di nazionale Tahri (08’09”28). lìLa volata è senza storia e offre poche emozioni, praticamente un affondo senza risposta e la doppietta Francese è servita.
Terzo lo Spagnolo Blanco staccato di più di 10″ dal vincitore (08’19”15).

Bella finale invece quella del disco uomini. Come nel giavellotto, sono in due a giocarsela, il Polacco Malachowski e il Tedesco Harting.
Una gara con lanci molto buoni, non stellare come la finale del giorno precedente ma comunque di altissimo livello. Quando Harting, al secondo lancio pensava di aver già vinto, ecco che esce il Polacco che con 68,87 mt supera il Tedesco campione del Mondo (68,47 mt) e l’Ungherese Fazekas (66,43 mt).

Nei 5.000 donne la spunta la Turca Bekele (14’52”20) di fronte alla connazionale Abeylegesse (14’54”44) e alla portoghese Moreira (14’57”71)
Gara corsa a ritmo altissimo e dominata dalla naturalizzata etiope che doma la compagna di squadra, anch’essa naturalizzata.
Bella prova per Elena Romagnolo, che chiude sesta molto vicino al suo personale, incapace di reggere un ritmo troppo alto per le atlete bianche.
Se la gara fosse stata un po’ più lenta forse si sarebbe potuta attaccare al treno giusto e magari battere il record Italiano, ci ha provato lo stesso senza fortuna. Ma è difficile che qualche Europea possa correre a certi ritmi.

1500 donne che vede trionfare la Spagna. Fernandez (04’00”20) prende l’oro, seconda la Francese Dehiba Chahyd (04’01”17), bronzo ancora alla Spagna con Rodriguez (04’01”30). Gara magari non velocissima ma bella nella volata finale. Sorprende tutti la vincitrice, meno accreditata della più quotata Rodriguez che invece si spegne proprio nel rettilineo finale. Grande fair play però, lascia spazio a chi viene da dietro, senza tentare di ostacolare nessuna atleta in curva. Fortuna vuole che a vincere sia la sua compagna di squadra.

Altre due staffette mancano nel quadro delle finali, sono le 4x400mt, sia maschile che femminile.
La seconda delle due va alla Russia (3’21″26), di fronte alla Germania (3’24″07) e alla Gran Bretagna (3’24″32).
Le Russe erano imbattibili e corrono la miglior prestazione annuale, in fuga fin dai primi metri.
Le altre due squadre si giocano l’argento in volata.
Bravissime le azzurre, che corrono il primato italiano e arrivano purtroppo solo quarte. Belle però le frazioni delle nostre, capace di correre ai loro massimi livelli, purtroppo non basta per una medaglia che, a ben vedere, non ci poteva stare.

La staffetta maschile invece stava per riservare la sorpresa, proprio dai nostri.
Fino all’ultimo cambio siamo in testa. La squadra, composta da Vistalli-Galletti-Licciardello-Barberis, rimane prima fino all’ultimo giro, con una frazione superba di Licciardello che tiene di forza la Francia dietro nella curva finale, poi passa il testimone a Barberis solo in quinta posizione. Chiudiamo ottavi, ma ci abbiamo provato, era durissima, quasi impossibile.
Oro alla Russia (03’02”14), argento alla Gran Bretagna (03’02”25) e bronzo al Belgio (03’02”60) che sperava nell’oro e al maggior apporto dei fratelli Borlée.

Molto bella l’ultima gara, il lungo maschile. Speravamo in un ritorno di Adrew Howe per l’oro che ci mancava. Il Reatino chiude solo quinto, ma davvero più di così non poteva. La testa c’era, come lui stesso ha detto, il fisico no. Fino a Settembre camminava a malapena dopo l’operazione al tendine d’Achille. Fin a una settimana fa prendeva gli antidolorifici tutti i giorni. Le caviglie ancora non ci sono. la caviglia per la verità, e anche quella di stacco.
Per adesso va bene così, alla fine ha fatto la migliore gara della stagione. Anche lui ci ha provato, come tutta la squadra azzurra.
Chiudiamo con 4 argenti e 2 bronzi. Diciassettesimi nel medagliere, ottavi se guardiamo la quantità di piazzamenti nei primi otto di ogni gara.
Stiamo cercando di far rinascere un movimento che era dura tirare su. Qualcosa si vede, non molto ma qualcosa si.

E anche per quest’anno è finita, 2011 mondiali, 2012 olimpiadi e Europei pre-olimpici. Si cambia formula, adesso saranno ogni due anni.

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