Che fosse forte era chiaro da tempo. Doveva crescere Vincenzo e dimostrare di essere un campione vero, di quelli che vincono e entusiasmano.
E per la verità lo era già diventato al Giro di pochi mesi fa, quando ripescato dal mare della sua Sicilia aveva dato prova di carattere, grinta, intelligenza tattica e lealtà verso i suoi compagni. Ma soprattutto classe, quella vera.

La stesa che lo ha portato a vincere la Vuelta di Spagna. Che lo ha portato a chiudere con la maglia rossa la corsa a tappe di Spagna. Era dal Tour diPantani che un Italiano non vinceva una grande corsa a tappe estera. Erano vent’anni che non vincevamo la corsa Spagnola.
Era da molto tempo che aspettavamo un fenomeno vero. Per dirla tutta ci sarebbe Riccò, e Basso, ma si sa cosa hanno combinato in carriera. Il regolamento è questo e loro, dopo aver pagato, sono “giustamente” tornati a correre. Spero solo che Vincenzo non faccia i soliti errori.

Il campione c’è, è indubbio ed è lampante il suo valore. Deve solo far vedere di poter vincere un Giro più importante, che sia la corsa Rosa o quella Gialla per l’anno prossimo non importa. Fra due anni deve essere Tour, quantomeno per quanto riguarda la preparazione. Il risultato poi si vedrà…

Purtroppo il successo arriva una settimana dopo l’incidente di Thomas Casarotto, i talento 19enne Vicentino che ha perso la vita per una caduta durante il Giro del Friuli. Purtroppo, dopo Casartelli e Andrei Kivilev si torna a morire in bicicletta, con la fatalità che di solito c’è in questi casi. Ma soprattutto con gli errori evidenti di chi ha fatto transitare un Suv in senso opposto alla corsa, di chi ha permesso che l’auto continuasse la sua corsa e di chi la guidava quella macchina. Sinceramente spero che paghino, e molto, perché questa è assurda. Anche se poi, a ben vedere, servirà a poco, il peggio è già successo.

Grande Vincenzo,
Ciao Thomas.

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