Le ombre sono tutte nostre. La mondiale di pallavolo passiamo il turno ma soffriamo troppo con una squadra, quella Portoricana, troppo debole per metterci in difficoltà. Tutti i set cominciano alla stessa maniera, vantaggio Italia che sembra netto, poi calo di tensione a metà frazione, infine chiusura buona ma non eccellente.

Il primo finisce 25-22, poi dominio nel secondo chiuso per 25-16. Al terzo set perdiamo la testa, non entriamo nemmeno in campo e lasciamo tutta la gloria a loro. 25-18 il finale di un set a tratti vergognoso per una nazionale che deve puntare alla vittoria del mondiale. Errori a parte e, soprattutto, un Fei mai in campo. Il nostro opposto ci manca terribilmente, e Vermiglio si svena per farlo entrare in clima partita, in clima mondiali. Senza di lui ai massimi livelli qualcosa ci manca, molto ci manca. L’ultimo set lo vinciamo 25-21, ma a tratti soffriamo, molto.

Secondo me abbiamo una nazionale in grado di lottare con tutti, di vincere con qualunque squadra, ma dobbiamo avere fortuna e azzeccare le partite che contano. Ci manca qualcosa in tensione agonistica. In quasi tutte le partite giocate abbiamo avuto troppi cali di ritmo, abbiamo perso la strada giusta. Per la verità le reazioni di carattere ci sono sempre state, ma così partiamo un set sotto con tutti. Il prossimo turno ci vedrà opposti a USA e Francia. Due squadre abbordabili e alla nostra portata, ma dobbiamo vincerle entrambe. In caso di vittoria del turno e passaggio alle semifinali, un set di black-out ci costerà caro contro la nostra probabile avversaria alle semifinali, quel Brasile favorita e vincitrice dell’ultimo mondiale.

E allora spero che la voglia e la concentrazione arrivi con le sfide che contano, che la grinta non ci porti a sottovalutare nessuno e a non avere cali psicologici più che fisici o tecnici.

Intanto però ci sono da registrare critiche alla formula della competizione, che da vita a terzi turni di ferro, come il girone fra Bulgaria, Cuba e Spagna o quello che vede opposte Russia, Argentina e Serbia. Dall’altra parte del tabellone due gironi facili, Italia, Usa e Francia o Repubblica Ceca Germania e Brasile.

Il problema è che con un mondiale di 24 squadre e i gironi in cui vengono eliminate solo una squadra per volta, alla fine si arriva a questa terza fase. Quattro gironi di 3 squadre in cui a passare è solo la prima. La logica della formula porta inevitabilmente a due gironi in cui ci sono due seconde classificate opposte a una vincitrice di girone e altri due gironi in cui ci sono due prime e una seconda classificata.

Ovviamente porta a squilibri di tabellone che in questo caso ci favoriscono e non poco, per glia altri va molto peggio. Per onor del vero tutto è stato sorteggiato, ma se si guarda bene il tabellone si notano molti squilibri a nostro favore. Non sto parlando assolutamente di sorteggio pilotato o roba del genere, solo di fortuna, ma la formula non mi quadra e non mi piace. Non si possono vedere partite come due giorni fa in cui la Russia perde volontariamente contro la Spagna per non affrontare il Brasile nel prossimo turno, o match come ieri sera in cui i Verdeoro si sono affrontati senza palleggiatore contro la Bulgaria in modo da evitare Cuba e Spagna.

E allora onore a Julio Velasco, allenatore degli Spagnoli che non vuole mai giocare per perdere, soprattutto in un mondiale.

Dal 4 di ottobre la fase decisiva di un mondiale che, vista questa formula, ci può portare a crescere strada facendo, fino a giocarci il tutto per tutto contro i Brasiliani.

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