Quello che ti non ti aspetti, se credi nella tua nazionale solo perché sei di quella nazione, quello che ti aspetti se invece credi veramente nella possibilità mondiale. Quello che ci voleva per tutti.
L’Italia di pallavolo ha vinto contro gli Stati Uniti. Una partita bellissima, giocata ad un’intensità agonistica spaventosa e a dei ritmi mostruosi. Praticamente una finale che abbiamo lottato punto a punto, vincendo e ipotecando il passaggio alle semifinali.

Il primo set ci ha messo in crisi, con gli Statunitensi che ci dominano in ogni pallone e con Stanley e Priddy che sembrano di un altro pianeta. Finisce 25-14 e di botto ti ricordi come mai, loro, sono campioni olimpici e come mai la Francia ci abbia perduto così nettamente. Poi qualcosa è cambiato, soprattutto nella nostra testa. Abbiamo cominciato a pensare che potevamo batterli se lottavamo punto a punto, e la musica è cambiata.

In un Palalottomatica quasi pieno, abbiamo vinto il secondo set per 25-23, con un Sala che confermava la grande intuizione di coach Anastasi di metterlo in campo. I punti decisivi a fine set sono stati i suoi, importantissimi punti a muro.
La terza frazione comincia bene. Prendiamo anche un vantaggio di cinque punti, ma lo dilapidiamo nel corso del set. Alla fine serviranno i vantaggi per decidere il 28-26 finale, in nostro favore.

Con una squadra convinta di potercela fare comincia il quarto set, che vinciamo per 25-22, portando a casa una vittoria difficile e meritata. Mettendo il primo mattone per il passaggio del turno alle semifinali di Roma, dove avremo molte chance se giocheremo così.

Certo, ancora non abbiamo passato il turno, stasera ci attende la Francia che sicuramente venderà cara la pelle e che ci costringerà a giocare in modo totalmente diverso, ma abbiamo dimostrato di poterci essere in quelle finali da cui manchiamo da troppo tempo. Abbiamo dimostrato che il movimento è vivo, che i grandi campioni non sono finiti e che la grinta e la voglia di vincere sono più nostre che degli altri. Dobbiamo solo ricordarcelo anche nelle prossime partite.

In un match stellare hanno brillato le stelle di Vermiglio, Mastrangelo e Cernic. Il primo capace di servire i compagni come il miglior palleggiatore della competizione. Sempre attento agli spostamenti del muro avversario, sempre incisivo e capace di alzate veloci che smarcassero a turno i nostri schiacciatori. Una grinta da capitano che mette in ogni recupero di palla e in ogni situazione difficile. Il Mastro ha dimostrato di essere ancora lui, quello che nei momenti che contano è sempre lì, o con un primo tempo vincente o con un muro inventato leggendo l’azione avversaria a meraviglia.
Cernic è sempre lui, giocatore di tecnica sopraffina che sa fare praticamente tutto. Gli Americani si sono ostinati a servire su di lui, uno dei nostri ricevitori migliori, e il risultato è stato lampante. Poche palle messe a terra da loro, e molte rigiocate vincenti nostre. Senza contare l’apporto in attacco. Non so come mai, ma quando schiaccia lui il muro avversario è amico e non respinge quasi mai sul nostro campo, ci sarò un motivo.

Non vanno dimenticati Parodi, autore di una buonissima prestazione in ogni fondamentale, Sala, decisivo in molte palle importanti e probabilmente una delle chiavi di questa partita, una delle chiavi della tattica perfetta di Anastasi. E naturalmente Fei, che sta entrando in forma nel momento che conta, che tira fuori gli attributi nella partita in cui ci volevano. ANcora sbaglia troppi palloni, ma la crescita è notevole, e con un fenomeno come lui in più…

Stasera Francia, poi, spero, semifinali di Roma. Io ci credo, veramente, lui anche

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