Cuba c’è e si vede. La squadra che aveva vinto al tie-break con Brasile e Bulgaria, trionfa al quinto set anche contro la Serbia giustiziera della Russia.

Una partita spettacolare, con la Serbia avanti già nel primo set, che trionfa 25-22 con la tecnica e lo spirito di squadra.
Poi, come contro la Bulgaria a Firenze, i singoli Cubani escono allo scoperto. A partire da Simon, che è come al solito il migliore a muro della propria squadra, passando per Leon, il diciassettenne talento cristallino che è capace di giocare anche le palle pesanti.

Cuba domina il secondo set per 25-17 e si rimette subito in corsa.

Terzo set spettacolo, giocato punto a punto fino alla fine. Si va ai vantaggi che sembrano non terminare mai. Il muro Cubano, che aveva dominato nella seconda frazione, non gioca come il set precedente, ma a vincere è comunque Cuba per 31-29.

La Serbia reagisce e si porta a casa il quarto set con un Miljkovic straordinario, capace di mettere a terra ogni pallone che Grbic gli serve.
Finisce 25-22 per i Serbi, tie-break di nuovo.

Miljkovic sembra poter dare la finale alla propria squadra, con 30 punti complessivi nel match. Un set vinto praticamente da solo. Poi, sul 13 pari, arriva il fattaccio. In una palla contesa, in qualche modo buttata di la dal campo dalla squadra Cubana, il centrale Serbo spreca l’occasione della vita. La palla finisce fuori dal campo. Più difficile sbagliare che mettere a terra il punto ma tant’è. La Serbia pareggia ma poi cede al muro Cubano sul 16-14.

La differenza l’hanno fatta i singoli. Cuba non è certamente una squadra ordinata, ma ha una straordinaria potenza fisica e un’elevazione fantastica. Il muro non è ben registrato, più che altro non si spostano tutti insieme come in una squadra. Ma a turno singolarmente sono in grado di bloccare gli attacchi avversari e di fare grandi cose. E poi non mollano mai.

Fatto sta che dopo venti anni tornano in finale mondiale.

Stasera Italia-Brasile per decidere la seconda finalista.

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