Ripensi alle immagini dei giorni precedenti, alle battute perse e alle riprese di Marra. All’occasione sprecata dalla tua nazionale che poteva vincerlo questo mondiale. Poi t concentri sulla partita del giorno, quella che vale il terzo posto, quella che comunque può darti la soddisfazione del grande mondiale disputato.

Partiamo benissimo, 7-2 subito, poi caliamo punto per punto fino ad un solo un punto di vantaggio. Poi arriva miljkovic che fa il turno da tre punti. Andiamo dietro di tre e non li recuperiamo fino alla fine. 25-21 per i Serbi.
Ancora male Fei, bene Mastro e Savani.

Anche il secondo set va male, giochiamo senza mordente, senza lottare su ogni palla. Alla fine perdiamo un punto ogni tanto e finiamo per perdere 25-20.

Terzo set che comincia diversamente. Sembra la semifinale contro il Brasile. Piano piano riusciamo a perdere qualche punto fino al 20-17 per loro. Poi entrano Zaytsev e Sala, Anastasi si gioca il tutto per tutto e qualcosa cambia. Recuperiamo con uno Zaytsev che dimostra tutto il suo potenziale, sia di stacco che di incoscienza. Arriva il 24-24 e una flebile speranza ci sostiene fino al set vinto sul 28-26.

Ora non dobbiamo fare come con il Brasile, ora dobbiamo tirare fuori le palle. E invece niente.
Il quarto set parte male,9-5 per la Serbia con troppi errori nostri. Fei inguardabile spreca due palloni, Parodi ne butta fuori un altro.
L’attacco non gira e noi perdiamo 11-5. quattro volte consecutive Vermiglio mette i nostri contro il muro a uno sul muro e nessuno la mette a terra. Assurdo. Il nostro palleggiatore gira a ritmi altissimi ma gli attaccanti no, nonostante la ricezione perfetta.
Andiamo sul 16-7 e le speranze calano, quasi finiscono.

Due errori loro e 11-17. Un grande Zaytsev ci porta a sperare sul 18-13 con u punto in attacco e un bel muro.
21-17, poi 23-17 e capiamo che non possiamo farcela.

Finisce 25-19. Come in semifinale black-out e addio sogni medaglie. Addio con errori pazzeschi che non ci stanno. Purtroppo non va un mondiale in cui meritavamo di più. Chiudiamo in un modo orribile.

L’analisi è semplice. Abbiamo giocato malissimo le partite in cui servivano le palle.
Peccato, veramente.
Di squadre più forti di noi forse c’erano solo i Brasiliani. Potevamo lottare con tutti, ma dopo 7 vittorie consecutive non usciamo nel momento in cui contava farlo.
Il Brasile ha dimostrato di essere più forte di noi, la Serbia anche. In un mondiale che doveva andare in crescendo, non siamo cresciuti quando dovevamo. Ci siamo sciolti quando più dovevamo essere squadra e lottare.
Qualcosa non ha funzionato. Ci è mancato Fei nel momento decisivo. Parodi non ha ripetuto il suo campionato di Serie A e Savani non ha dato quel qualcosa in più, anche se non ha demeritato. Alla fine brillano i soliti. Brillano i Mastrangelo, i Vermiglio, i Cernic. Brillano quei “vecchi” che ci mettono cuore, mente e classe. Speriamo che in futuro trovino tutto questo anche quelli che rimarrano.
Fatto sta che finisce così, quarti e delusi. Ennesima botta per una squadra che da qui doveva ripartire e che invece si ferma al quarto posto.

Non resta che ripartire dalle cose buone che si sono viste. Un impianto di squadra comunque accettabile, con Fei che qualche altro anno ce l’ha – se ritorna ai suoi livelli – con Sala, Travica, Birarelli, Lasko, Savani e Parodi che saranno i nuovi leader. Con Zaytsev che può essere il nuovo fenomeno che ci manca.

Fieri comunque di averci provato. Avanti con Anastasi per quanto mi riguarda.
Ma abbiamo bisogno di tutto un movimento che, per quel che penso io, va finanziato anche con una cultura sportiva diversa. La Rai ha fatto un bel programma, veramente bello. Quel che ha sbagliato, ed è grave secondo me, è stata la scelta di non trasmettere le partite in chiaro ma solo su Rai Sport. Una TV di stato dovrebbe fare un servizio alla popolazione, anche culturale. Lo sport è cultura e, i mondiali in casa, avevano il diritto di poterli vedere tutti.

Non commento nemmeno la scelta di non trasmetterli nemmeno in diretta radiofonica dando al precedenza alla Serie B. Se continuiamo così non ci lamentiamo se poi siamo un popolo che sportivamente fa ridere.

Ultimo saluto per Nikola Grbic, che dice addio alla nazionale da fenomeno quale è. A 37 anni è ancora competitivo, porta la propria nazionale al terzo posto e vince il premio come miglior palleggiatore. Chapeau a uno dei più grandi degli ultimi venti anni.
Ciao ciao Nikola.

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