settembre 2011


 

 

Volevo scrivere da tempo le mia impressioni personali sul mondiale di rugby in corso. Volevo scrivere prima, dopo il primo match dell’Italia e ripetermi nei giorni successivi, Non ho avuto tempo, voglia, o magari cose da dire.
Mi ritrovo a parlare ora, ad analizzare quello che è stato e quello che sarà.

L’Italia di Mallett è al punto di svolta della gestione dell’allenatore sudafricano. Punto di svolta relativo poi per lui, che comunque vada lascerà la guida del nostro movimento.

Una decisione, quella della federazione, tipica dell’italiano medio a mio modo di vedere. Perché se passerà bene, avremmo raggiunto il massimo dalla sua gestione e sarà giusto rinnovare, se non supererà il turno allora avremmo deciso per tempo di cambiare ad un fallimento annunciato.
Un mettere le mani avanti che non apprezzo e che non capisco. Una mancanza di rispetto verso una persona che ha dato molto al nostro movimento e che credo dovremmo ringraziare a prescindere, invece che trattare come un uomo inutile prima di vedere i risultati delle sue scelte.

Scelte discutibili. A me non piace Orquera come n.10, avrei preferito di gran lunga il Burton visto solo due volte con la maglia azzurra negli ultimi tempi, ma il risultato si vedrà Domenica prossima contro i verdi d’Irlanda.

La mia sensazione personale è che l’Italia sia cresciuta molto. Magari non sarà al livello delle grandi squadre internazionali quando ci gioca contro, ma credo che rispetto alle piccole realtà, come sono gli USA che affronteremo domani mattina, siamo nettamente migliorati. Quattro anni fa patimmo contro Romania e Portogallo. Ora abbiamo vinto nettamente contro la Russia e credo che lo faremmo anche domani contro gli statunitensi. Sono impressioni personali e niente di più, ma vedo automatismi diversi e una mentalità nettamente evoluta grazie all’ingresso in quella Celtic League di cui è autore proprio Nick Mallett, più ancora del presidente Dondi, più ancora della federazione.

Domani vedremo se avrò ragione, ma la mia sensazione è che possiamo farcela, che per la prima volta l’obiettivo sia alla nostra portata, che per lo meno loteremo con i denti e con cognizione di causa contro un’Irlanda molto più forte di quella che fu la Scozia 4 anni fa. Un’Irlanda che ha battuto l’Australia che dovrebbe contendere la Web Ellis Cup agli All Blacks.
Se sarà come dico io non mi sembra cosa da poco. Se non sarà così la federazione ha già messo le mani avanti, alla faccia di Mallett e di tutto il suo lavoro…

Era il 2005 quando vincemmo l’ultima partita importante della nostra Pallavolo.

Era il 2005 quando trionfammo negli Europei casalinghi, a sorpresa e con cuore.

Poi niente altro, tante speranze e poche certezze, fra squadre composte da grandi professionisti quasi a fine carriera e giovani promettenti che però non decollavano definitivamente.
Se ne sono andati i vari Cisolla, Papi, Fei, Vermiglio, Cernic e altri. Sono arrivati Parodi, Savani e Zaytsev.
La nostra pallavolo è passata dalla delusione mondiale dello scorso anno per rinascere. Nel 2010 perdemmo con un Brasile stellare in semifinale e non riuscimmo a conquistare il bronzo contro la Serbia.
Anastasi, allora nostro allenatore se ne è andato in Polonia, sostituito da Berruto.

Siamo arrivati all’europeo Austro-Ceco con tante speranze e qualche certezza, abbiamo passato un girone nemmeno troppo facile convincendo fino all’ultima partita con la FRancia, dove già sicuri del passaggio come primi della classe ci siamo rilassati e abbiamo perso la partita.

Ai quarti di finale abbiamo trovato la Finlandia in una partita non facilissima che abbiamo vinto per 3-1. La semifinale è dominata proprio contro la Polonia di Anastasi. E adesso siamo in Finale, dopo 6 anni di molte ombre e poche luci internazionali torniamo la squadra del secolo, almeno per una sera, aspettando quella finale che ci vedrà opposti ad una Serbia stellare e con un cuore incredibile. Nella semifinale contro la Russia va sotto 2 set a 1 e 22-20 nel quarto set. Tutto sembra portare verso la vittoria russa, più quotata e più forte. Poi esce il cuore di Miljkovic e compagni. 22 pari e via punto a punto fino al 31 pari. La palla pesava terribilmente ma Miljkovic con grandi colpi e tutta la Serbia con recuperi mostruosi difendono su un Khtey fantastico, capace di mettere giù quasi tutte le palle che gli vengono offerte.
Questo quasi fa tutta la differenza del mondo. Si va al tie break sul 33-31. la Serbia va avanti, la Russia rientra e poi altri due colpi assurdi dei ragazzi di Miljkovic. Finisce 15-13 per la Serbia, con una decisione clamorosa della terna arbitrale che, sul 14-13 dichiara fuori l’attacco Russo nettamente toccato dal muro avversario. Proteste russe che partono subito e che, poi si fermano sul muro dell’arbitro.
In finale potremo vendicare il bronzo perso un anno fa.
Sarà difficile, dura e da lottare punto su punto, ma possiamo farcela come abbiamo fatto molte volte. Basta ricordare la storia che abbiamo alle spalle, non si diventa squadra del secolo per caso…

Sarebbe l’ora, però, di far vedere le partite su Rai 2, non su Raisport. Sarebbe l’ora di permettere a molti Italiani di vedere la propria nazionale in chiaro, non in streaming. Sarebbe l’ora di permettere a molti movimenti sportivi nazionali di avere la propria visibilità, e non lasciarla al solito e unico sport che esiste in Italia. Perché poi siamo bravi a lamentarci quando le cose vanno male alle manifestazioni internazionali, ma no facciamo niente per cambiare le cose, per far crescere movimenti che ne avrebbero tremendamente bisogno…
Continuiamo così, intanto loro sono in finale…

Se questa è la cultura sportiva in Italia mi vergogno di far parte di questa nazione.

Ieri se n’è andata una intera squadra di Hockey, quella del Lokomotiv Yarislav. Se n’è andata in un incidente aereo proprio a Yarislavl. L’aereo è caduto nelle acqua del Volga subito dopo il decollo. Abordo tutta la prima squadra più quattro giocatori delle giovanili. Tutti deceduti ad eccezione di uno steward e di Alexander Galimov, giocatore del team russo.

Se ne sono andate anche molte stelle ex NHL, tra i quali il portiere svedese ed ex olimpionico Stefan Liv, il capitano della nazionale slovacca Pavol Demitra (ex St. Louis e Vancouver), i cechi Josef Vasicek, Jan Marek e Karel Rachunek, e il lettone Karlis Skrastins. Tra i russi, i più noti erano il difensore Ruslan Salei, Karlis Skrastins e Alexander Vasyunov, nella scorsa stagione a Detroit.

La cosa che più mi rattrista è che nessuno ne parla, che Studio Sport – Studio Calcio, a volte MotoGP e Formula 1 per la verità – non menzioni nemmeno l’incidente. Che la Gazzetta dello Sport ne parli solo a pagina 43, dopo l’Attualità, il caso Meredith, la manovra finanziaria, gli stipendi in dettaglio dei calciatori di serie A, il fantacalcio,  il Meteo e il palinsesto Tv.

Così, come se non fosse successo niente.

E quello che mi fa più rabbia è il fatto che la cosa si ripeta ogni volta. Dopo Ballerini, dopo Caliandro, dopo Meoni, dopo Casarotto e Marco Delle Cave, nomi fra tanti.

L’Ultimo morto proprio ieri, travolto a Roma da un furgone dei Carabinieri. La Gazzetta ne parla a pagina 31, in un trafiletto che sarà si e no di 5 cm…

E se vogliamo seguire le pure logiche del mercato, che pure non sarebbe giusto seguire in queste situazioni, va detto che la notizia venderebbe anche molto. La tv del dolore mi pare che vada molto ultimamente no?

Se questo deve essere il maggior giornale italiano di sport, se questa è la nostra cultura sportiva, peraltro similitudine quasi esatta della nostra cultura nazionale, non mi meraviglio che tutto vada a rotolo.

Ma me ne dispiaccio tremendamente, fiero di essere Italiano, ma di non sentirmi così Italiano.

Mi viene in mente Gaber…e assieme a lui mi incazzo ancora di più…