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E’ morto ieri sera, a Coverciano, il capitano dell’Espanyol Dani Jarque. Ormai tutti lo sanno. Quello che però non capisco è come uno sportivo affermato, nel momento probabilmente migliore della carriera e  della vita, possa morire di infarto senza che nessuno possa fare niente, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione.

Non voglio parlare di sostanze illecite, anche se purtroppo in questi momenti ti viene in mente di tutto, ma di medicina. Come è possibile che io, corridore amatoriale, mi debba sottoporre a dei controlli annuali che certifichino il mio stato di salute e che a lui, affermato campione sempre a stretto contatto con il medico della società, non si riesca ad individuare eventuali anomalie cardiache?

Ancora non si sa se le cause dela morte sono queste, ma sembra assurdo, almeno secondo il mio modestissimo parere, morire così a 26 anni. Soprattutto se si pensa che già l’anno passato era deceduto il 22enne del Valencia Antonio José Pérez.