Formula 1


Sebastian Vettel è campione del mondo, e molti interrogativi nascono.
Ora, che lui sia un grandissimo pilota è indubbio, fuori da ogni discussione.

Ma negli ultimi anni, troppo spesso, la Formula 1 premia chi non lo merita fino in fondo.
Come dire che il piccolo Bernie ha trovato la formula perfetta.
Poco importa dello sport, quel che conta è che alla fine tutto sia inaspettato.

La Red Bull è nettamente la miglior vettura dell’anno, Vettel non il miglior pilota secondo me. Ha mostrato un talento incredibile con le dieci pole position fatte e gli ultimi Gp dominati, ma non una gestione della gara all’altezza di chi deve vincere il mondiale. È ancora giovane ed è normale sia così, ma Webber gli è stato superiore fino alle ultime quattro-cinque gare.

Fino al suicidio Red Bull, fino alla non scelta del pilota di punta, che era un po’ comesacrificare l’Australiano a favore del Tedesco.
Alla fine hanno avuto ragione loro. Nel giorno che doveva essere di Fernando Alonso e della Rossa tutta, la delusione è tanta.

La Ferrari ha sbagliato molto ad inizio anno, sia strategicamente che singolarmente con il loro pilota di punta, poi però è sembrata tornare quella di qualche anno fa.
Tattiche e GP strepitosi sia dai box che dall’abitacolo con il fenomeno Spagnolo. Fino all’epilogo, quando hanno perso un mondiale vinto dopo pochi giri, quando si sono suicidati in maniera non da Ferrari, in maniera assurda.

Rientrare subito e marcare Webber sembrava strano da subito, assurdo a conti fatti.

Alonso ne esce sconfitto ma consapevole di aver quasi fatto il miracolo, Webber ne esce consapevole di aver perso l’occasione della vita.

E a me non piace, non perché Vettel non lo meriti come pilota, ma perché se la Red Bull avesse fatto le cose come si devono fare, forse il braccino dell’Australiano non ci sarebbe stato, quantomeno non così. Una cosa è avere tutto il team con te, una cosa averlo contro ed essere il primo del mondiale con la pressione che ne consegue.
Secondo me Webber ha sbagliato più del dovuto anche per demeriti della Red Bull.
Che poi alla fine Horner abbia avuto ragione lo stesso non cambia niente, hanno quasi perso un mondiale che la Ferrari avrebbe vinto 4-5 gare fa, e hanno vinto solo per un suicidio degli altri, Hamilton compreso che ha buttato via due gare nel finale di stagione.

Quello che ha sbagliato meno e che ha guidato meglio, a mio avviso, è Alonso, poi Webber, solo dopo Vettel.

Finisce così, in un tracciato osceno, con un Tilke che continua a fare soldoni e disegnare circuiti in cui non si sorpassa, in barba allo sport vero e alla vecchia Formula 1 che era molto più bella e molto più affascinante.

Ma per questo chiedete a Bernie.

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La stagione di Formula 1 è iniziata bene tutto sommato, con belle gare e tanti protagonisti.

Due dubbi…e se le belle gare ossero solo dovute al maltempo? In fin dei conti la prima della stagione è stata lenta e noiosa, niete di nuovo sotto il sole insomma…
E il secondo è, e e non fosse proprio un paracarro?
E parlo ovviamente di Jenson Button, che forse non è proprio il campione del mondo ciofeca che tutti si aspettavano.
Mi viene da pensare soprattutto agli illustri predecessori, su tutti Villeneuve e Hayden. Se per il primo si può parlare di buonissimo pilota che non si è ripetuto per limiti soprattutto delle vetture guidate, per il secondo possiamo parlare di onesto lavoratore che ha sfruttato bene l’unica occasione avuta. Se ci pensiamo bene nessuno dei due aveva vinto due gare nella stagione successiva al titolo, azi, neanche nelle successive….
Button probabilmente mette assieme i due aspetti, lavora e conosce bene le vetture che guida, sa gestire come pochi le condizioni climatiche, e probabilmente negli ultimi anni sa anche scegliere le scuderie dove correre.

Forse si è ricordato dei bei tempi, quando era il più promettente e sembrava il nuovo astro inglese.

Non sarà Hamilton o Alonso, di una categoria superiore a tutti, neanche Vettel o Kubica, due fenomeni che ancora possono migliorare, nemmeno Rosberg, veloce e molto intelligente. Ma alla fine sa gestire la gara se parte come deve e non è impossibile che possa ripetersi.
Intendiamoci, non voglio fare un elogio sfrenat di uno che secondo me non vincerà il mondiale e che non è un fenomeno nè mai lo sarà, ma in fondo proprio paracarro forse non era…

Ci siamo, Schumacher ha deciso di ritornare.
Lo fa in quella McLaren che decide anche lei di tornare dopo più di 70 anni come costruttore Brawn, l’unico direttore che lo ha fatto vincere.

L’affare sembra grosso, sia per Brawn, che vende la Brawn GP a molti milioni di euro dopo aver acquistato la scuderia dalla Honda per 1 euro, e lo fa il tedesco che si vociferà percepirà 40 milioni di contratto annuo.

Sarà felice il compagno di squadra Rosberg, arrivato n.1 e adesso probabilmente secondo di scuderia, almeno pubblicitariamente e contrattualmente, dato che il redivivo di Kerpen è di nuovo lo sportivo più pagato al mondo.
E proprio lui si dice pronto a tutto, in forma e capace fin da subito di lottare alla pari con Hamilton, Button e Alonso, in pratica declassando da subito il buon Nico.

E il tradimento, inutile chiamarla scelta, è grande.
Non tanto per la squadra scelta e per quella lasciata, ma perché lo stesso Schumacher ha già parlato di divenire ambasciatore della casa tedesca alla scadenza del contratto, fra tre anni.

Come al solito però l’affare è della stessa persona, quel Bernie Ecclestone capace di superare tutte le bufere e guadagnare sempre di più…

Bella pensata quella della federazione automobilistica internazionale. Cambiare tutto per non cambiare niente.
In poche parole. La proposta di cambiare il sistema dei punti mi sembra una bella buffonata. Prima si davano punti a scalare dal primo i questo ordine: 10-8-6-5-4-3-2-1. Adesso dovrebbe passare a 25-20-15-10-8-6-5-3-2-1.

Praticamente la copia dei punti del motomondiale, quelli che hanno permesso la vittoria del mondiale a Hayden con sole due vittorie e di Aoyama che aveva vinto molto meno di Simoncelli. E se in questi due casi si può parlare di mondiale gettato al veto dagli italiani per errori nei momenti decisivi cosa dire di quello vinto anni fa da un certo Emilio Alzamora senza mai vincere una gara?

Se facciamo due conti le cose non cambiano praticamente di una virgola. 25 corrisponde a 2.5 volte i precedenti 10 punti, se moltiplichiamo il vecchio sistema per 2.5 otteniamo: 25-20-15-12,5-10-7,5-5-2,5. Praticamente nessuna differenza se non che vanno a punti due piloti in più.
Per quanto riguarda i primi tre posti non cambia nulla, e se usiamo il nuovo sistema con i punti dell’ann passato la classifica rimane invariata, solo Rosberg perde una posizione.

Bella rivoluzione, si finge di aumentare la forbice non cambiando di fatto nulla.

Il padrone sarà anche cambiato ma la gestione sembra la stessa per ora.

Altro discorso invece erita il mercato piloti. Shumacher sembra vicino al rientro accasandosi alla Mercedes. Addirittura pare sia andato da Montezemolo a chiedere la rescissione del contratto con Maranello per liberarsi e accasarsi alla scuderia tedesca.
Effettivamente vedendo vincere il mondiale al paracarro la voglia di tornare verrebbe anche a me.

E alla fine vincerebbe sempre il solito, Bernie…

bugs bunnyLa domanda del coniglio della Warner andrebbe posta al vecchio Bernie.

La sua lungimiranza nel gestire il circus della Formula 1 sembra sparita da tempo.
Lo dimostrano le sparate degli ultimi anni e i problemi della Fia connessi all’ormai dimesso Max Mosley.

SI parte dallo scandalo dell’orgia nazista per passare dalla proposta delle medaglie, fino ad arrivare all’esaltazione di Hitler e persino a definire la morte di Senna una manna dal cielo.

Ormai la formula 1 è veramente un circo, ma nel senso negativo, molto negativo.
E a farne le spese purtroppo sono, oltre agli spettatori, i lavoratori del settore.

Anche la Toyota infatti se ne va, dopo Honda e Bmw anche la più grande (in termini economici) casa automobilistica del mondo lascia le competizioni, causa la crisi mondiale.
Ma soprattutto è il non saper trovare il bandolo della matassa da parte di chi gestisce questo sport che ormai lascia perplessi.

L’anno se n’è andato con gare non certo belle (ma questo non stupisce più), un campione del mondo che definire campione è almeno discutibile, regolamenti praticamente inesistenti e decisioni federali spesso ridicole, per non parlare della continua rincorsa verso nuovi mercati, dell’apertura all’oriente, sponda araba ma non solo, che non guarda certo in faccia la storia di questo sport.

Serve un cambio di rotta, un drastico e repentino cambiamento di principi, ma non credo che Jean Todt sarà il nuovo messia, spero di sbagliarmi di grosso…

jean todt
Alla fine ciò che si sapeva sarebbe accaduto è accaduto. Jean Todt è il nuovo presidente della Fia con una votazione che sa tanto di plebiscito, 135 voti contro i soli 49 di Vatanen.

E in barba a tutti quelli che volevano un cambiamento netto, a chi parlava del finlandese come l’Obama dell’automobilismo o a chi non vedeva di buon occhio l’ex della Ferrari perché caldamente spalleggiato da Max Mosley.
Alla fine quello che rimane è la vecchia solita Fia, quella delle regole assurde, del Kers e della riduzione dei costi, quella delle gomme intagliate, del diffusore Brawn omologato e delle possibili medaglie e due classi per le scuderie.
O almeno questo è quello che sembra, staremo a vedere ma la sensazione è che poco sia cambiato, con ancora le piccole e poco esistenti federazioni a farla da padrona, con il voto della federazione del Burundi che vale quanto quello di quella italiana, francese, inglese o tedesca, assurdo…

Button campione

Il paracarro di nome fa Jenson, e da ieri è campione del mondo di F1.

La definizione fu data da Flavio Briatore tempo fa, quando ormai sembrava già certa la vittoria finale dell’inglese.

Definizione che per la verità non condivido, ma neanche condanno, si perché Jenson è sicuramente un buon pilota, annoi fa sembrava una stella quando esordì alla Williams, ma niente di più di un buon pilota.

E lo dimostrano i risultati di quest’anno. Perché a parte la grande partenza nel mondiale, con sei vittorie nelle prime sette gare, Button ha totalizzato, nella seconda metà del mondiale, meno punti dei vari Raikkonen, Vettel, Webber, Hamilton e soprattutto del compagno di squadra Barrichello.

L’anno passato c’era chi diceva che la vittoria di Massa sarebbe stata un affronto per la storia della Formula 1, ma quest’anno è decisamente peggio. E poi l’incoronazione dell’eterno secondo Barrichello, sempre bistrattato dalle squadre in cui ha militato sarebbe, stata bellissima, soprattutto dopo 17 anni di onorata carriera nella massima serie motoristica a quattro ruote, ma a volte secondi si nasce. Ma con che stile, appena finita la gara ha affiancato il compagno di squadra per complimentarsi e ricevere in tutta risposta i pugni al cielo dell’inglese, come se lui non ci fosse. E nonostante tutto al traguardo ha abbracciato tutti, felice del suo insuccesso e del successo della squadra, pur pienamente consapevole di non farne parte l’anno prossimo. Un signore, perdente ma signore.

L’impresa dell’anno però è decisamente di Ross Brawn che, dopo i sette mondiali piloti e costruttori al fianco di Shumacher, si aggiudica l’ottavo con una scuderia pagata la stratosferica cifra di 1 sterlina, alla faccia di quei capoccia della Honda, che fiutano affari da chilometri di distanza. A loro l’oscar per il peggior affare dell’anno. Dopo aver passato tutto il 2008 a progettare una vettura vincente abbandonano la Formula 1, lasciando tutto nelle mani di Brawn che vince e ringrazia.
Anche grazie alla politica del circus, che senza motivazioni sufficienti gli approva il diffusore, alias fondo vettura bucato ma non bucato, come dire, “non sappiamo cosa decidere, siamo imreparati, fate come volete”. Assurdo.

Nota positiva invece per la chiusura anticipata della corsa al mondiale, almeno per quanto mi riguarda.
Ben per Bernie Ecclestone, che sperava in altri soldoni ad Abu Dhabi e invece si dovrà accontentare di quelli che già ha, come se fossero pochi. E direi che la punizione dovrebbe essere molto magiore, dopo la gravità delle affermazioni che si è permesso di fare in merito alla morte del grande Ayrton, che secondo lui sarebbe stata una manna dal cielo, portatrice di attenzione verso tutto il circus.

Direi che siamo alla frutta, ormai l’aria di businnes è troppo pesante, forse fa bene Kimi a pensare ai rally, questo non è sport, io lo chiamerei in altro modo…

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