Tennis



Certe cose ti accadono una volta nella vita.
Certe cose non ti accadranno più.
Certe cose ti portano nella storia, anche più di chi ha vinto Wimbledon per almeno una volta.

Dev’essere questo che hanno pensato Isner e Mahut, i due tennisti che una settimana fa hanno battuto ogni record di durata per una partita di tennis. Sul campo 18 di Wimbledon due perfetti sconosciuti hanno dato vita ad un match finito dopo 11 ore e 5 minuti sul 70-68 al quinto set.

La partita della vita se l’è aggiudicata John Isner, ragazzone di 206 cm di peso che sembrava giocare a ping pong dalle immagini.
E il bello della cosa è che i due erano perfetti sconosciuti, e probabilmente tali rimarranno. Per una volta però il campo 18 aveva più spettatori del centrale.
Il bello è che anche il tabellone ad un certo punto ha smesso di funzionare.
Il bello erano i commento di Mcnroe che, quando ha saputo del ritorno della Regina a Wimbledon sul campo centrale, mentre sul 18 si disputava l’ultimo giorno del lunghissimo match, ha commentato dichiarandosi sollevato che la partita non si giocasse nel campo n.1, altrimenti due non si sarebbero rialzati dopo l’nchino alla prima donna d’Inghilterra.
L’occasione della vita capita quando meno te lo aspetti, e non sto pensando solo ai giocatori, ma anche agli spettatori, poco interessati ad un match sulla carta non molto avvincente che si è rivelato il più lungo della storia, giocato a cavallo di tre giorni.
Peccato che alla fine abbia dovuto vincere uno dei due, peccato che nel libro dei record entrerà il nome del vincitore, prima di quello del battuto.
Senza di uno non ci sarebbe stato l’altro.

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Francesca Schiavone si prende il Roland Garros. Immensa impresa della tennista Italiana che sorprende tutti. Anche se la grinta l’ha sempre avuta, anche se la Navratilova le aveva pronosticato la sua classe già anni fa.
La chiave del successo stavolta sono quelle Fed Cup che ci hanno dato tante soddisfazioni negli ultimi anni a livello femminile e che hanno dato coscenza del proprio valore a Francesca e a Flavia Pennetta.

Il percorso della neo regina di Parigi è stato stupendo, capace di battere atlete del calibro di Dementieva, Wozniacki e Stosur, che a sua volta aveva eliminato Serena Williams, Henin e Jankovic.
La Schiavo perde un solo set al primo incontro del torneo e sale al sesto posto in classifica, accompagnata nelle migliori dieci anche da Flavia Pennetta.
Nella finale vince il primo set 6-4 e rimonta nel secondo dove passa dallo svantaggio di 4 giochi a 1 fino al tie break, vnto poi 7-2. La solita grinta che si porta dietro da anni stavolta serve a darle la vittoria più prestigiosa ella carriera, contro un’avversaria che era la più in forma del momento.

Finalmente qualche gioia dal nostro tennis, che da trompo tempo non vedeva la luce di un risultato di prestigio, troppo spesso oscurato da troppe immagini di altri sport.

Sembra il finale di un percorso iniziato con la Fed Cup, speriamo sia l’inizio di un nuovo movimento che traini anche il settore maschile, magari partendo proprio dalla Davis Cup e dalla possibile risalita nel primo gruppo mondiale.

In campo maschile invece c’è chi si prende la rivincita da troppi fischi immeritati.
Rafael Nadal vince su Robin Soderling, che perde la sua seconda finale consecutiva.
Lo Spagnolo si riprende la posizione n.1 del ranking dopo due anni difficili, molto difficili, ricchi di piccoli e grandi infortuni, critiche ingiustificate e giudizi troppo affrettati sull’esito già scontato della sua decadenza.
Batte lo svedese per 6-4, 6-2, 6-4 e conquistando il suo quinto Roland Garros, solo Borg ne ha vinti di più, soltanto uno di più.

Il Maiorchino è uno che non molla mai, e anche se adoro vedere la classe di Roger in campo, devo dire che apprezzo molto la tenacia e la grinta infinita di Nadal. Non sarà Federer, ma la classe c’è tanta comunque, il carattere forse anche di più. Quantomeno non il senso di appagamento che sembra legare lo Svizzero nel limbo di chi non sa più che fare.
Speriamo di no, è l’unica sfida che può tirare il tennis mondiale, l’unica che per adeso vale la pena di vedere.

Nadal è tornato a altissimi livelli.

Monaco non è stata una parentesi felice e, dopo un anno di scarsi successi è tornato a vincere sulla terra rossa per due volte consecutive.
E lo ha fatto come sempre, fisico, grinta e grande tecnica. Certo non sarà come re Roger, ma la palla la sa colpire eccome.

E alla fine fa piacere anche a chi, come me, per Federer stravede. In attesa della definitiva crescita diMurray, che reputo un gran giocatore, almeno tecnicamente, della consacrazione di Djokovic, che non reputo invece assolutamente come Murray, ecco che torna il Maiorchino.
E ce n’era davvero bisogno.

Alla fine uno come lui è uno che infiamma gli animi, piace alla gente per carisma e grinta e riassume alcune caratterictiche che uno sportivo deve assolutamente avere. Una su tutte non molla mai, ma proprio mai.
E poi basta con i discorsi che non ha classe e tecnica, se si guardano i risultati, con la vittoria di Roma arriva a 14 tornei master series vinti in 5 anni. Un certo Agassi ha fatto o stesso in 14. E non era proprio un brocco…

Certo, ieri a Roma non brillava nel rovescio, probabilmente è stato un po’ favorito dalle pause arrivate nei momenti migliori di Ferrer, ma credo che avrebbe vinto lo stesso.

Quindi, in fondo, sono contento, spero solo che le ginocchia tengano, gli addominali tornino quelli di un tempo e che la prossima volta, in finale, ci sia lo Svizzero n.1, magari la partita sarà una di quelle da tre ore o più, e non sarebbe poi così male…

In questi giorni nel tennis sta succedendo di tutto, ma andiamo con ordine…

fed cup

Prima di tutto le buone notizie, le ragazze italiane hanno vinto per la secoda volta la Fed Cup, nella finale di Reggio Calabria contro gli Usa.

I risultati degli incontri di finale parlano chiaro: Flavia Pennetta ha battuto Alexa Glatch per 6-3, 6-1 nel primo incontro, la Schiavone che ha battuto l’americana Melanie Oudin 7-6, 6-2 nel secondo e Ancora la Pennetta ha chiuso i conti nel terzo match contro Melanie Oudin, conclusosi per 7-5 6-2 in favore dell’italiana. Ciliegina sulla torta poi con il risultato del doppio, Sara Errani e Roberta Vinci hanno battuto Liezel Huber e Vania King per 4-6, 6-3, 11-9.

Grande Italia quindi che domina le statunitensi suicide, si perché il rifiuto alla finale di Serena e Venus sa tanto di sconfitta anticipata, ma tant’è, ringraziamo e portiamo a casa il massimo trofeo tennistico per naionali femminili.

Safin addio 2

Ma non è finita qui, nel masters di Parigi ha dato addio al tennis giocao il 29enne Marat Safin. Dispiace perché veramente il russo è stato uno dei più talentuosi tennisti degli ultimi 20 anni. Talento però troppo spesso inespresso. Si perché il fratello della Safina ha dimostrato sempre di essere dotato di tecnica, forza e bel gioco, ma anche di poca testa da fenomeno, e quella serve per diventarlo davvero.
Ma a fre notizia non è solo il suo addio, sono soprattutto le parole dedicate all’ex n.1 del mondo Andrè Agassi, all’ex mito del tennis.
<<Andrè è dispiaciuto e pentito di quello che ha fatto? Allora restituisca i trofei e i soldi che ha vinto! L’Atp gli ha dato da mangiare e da vivere con gloria e fama per anni, retituisca quello che ha vinto con disonore>>

Questo in sintesi è quello che il Russo ha detto, e non ha tutti i torti, si perché quello che ha confessato Agassi ha dell’incredibile, fa male e delude tutti quelli che in lui avevano visto un mito, un idolo da imitare…cosa che in realtà non è stato. E’ inutile starci a girare intorno, questa è la verità, punto e basta.

Peccato che di tennis si parli poco, i telegiornali si chiamano giornali sportivi, ma soprattutto in Italia, sembra che sport sia uguale ad altro. Peccato perché le dichiarazioni di Agassi hanno scatenato i, pandemonio nel mondo delle palline gialle e non solo per la loro natura scandalistica, quanto per la gravità di ciò che è stato fatto e confessato solo 15 anni dopo.

Vabbè chiudiamo con il palmarès di safin, di solito si fa così no?

Titoli (17)

Singolare (15)

Legend
Grande Slam (2)
Tennis Masters Cup (0)
ATP Masters Series (5)
ATP Tour (8)
Titoli per superficie
Cemento (10)
Terra rossa (2)
Erba (0)
Sintetico (3)
Progressione Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 23 agosto, 1999 Boston, USA Cemento Greg Rusedski 6-4 7-611
2. 24 aprile, 2000 Barcellona, Spagna Terra rossa Juan Carlos Ferrero 6-3 6-3 6-4
3. 1º maggio, 2000 Maiorca, Spagna Terra rossa Mikael Tillström 6-4 6-3
4. 31 luglio, 2000 Toronto, Canada Cemento Harel Levy 6-2 6-3
5. 28 agosto, 2000 U.S. Open, New York Cemento Pete Sampras 6-4 6-3 6-3
6. 11 settembre, 2000 Tashkent, Uzbekistan Cemento Davide Sanguinetti 6-3 6-4
7. 6 novembre, 2000 San Pietroburgo, Russia Cemento Dominik Hrbatý 2-6 6-4 6-4
8. 13 novembre, 2000 Parigi, Francia Sintetico Mark Philippoussis 3-6 7-67 6-4 3-6 7-68
9. 10 settembre, 2001 Tashkent, Uzbekistan Cemento Yevgeny Kafelnikov 6-2 6-2
10. 22 ottobre, 2001 San Pietroburgo, Russia Cemento Rainer Schüttler 3-6 6-3 6-3
11. 28 ottobre, 2002 Parigi, Francia Sintetico Lleyton Hewitt 7-64 6-0 6-4
12. 13 settembre, 2004 Pechino, Cina Cemento Mikhail Youzhny 7-64 7-5
13. 18 ottobre, 2004 Madrid, Spagna Cemento David Nalbandian 6-2 6-4 6-3
14. 1º novembre, 2004 Parigi, Francia Sintetico Radek Stepanek 6-3 7-65 6-3
15. 17 gennaio, 2005 Australian Open, Melbourne Cemento Lleyton Hewitt 1-6 6-3 6-4 6-4

federer“Io ho fatto il possibile, ho provato di tutto, ma Rogere oggi era particolarmente forte, non ce la potevo fare. Questa è una squadra che può vincere la Davis, abbiamo perso con una squadra semplicemente più forte.”

Queste le parole di Potito Starace dopo la partita persa contro Roger Federer. E poco altro poteva dire il tennista italiano, perché il n.1 al mondo si è dimostrato veramente il più forte. Starace ci ha provato, regalando al pubblico di Genova bellissimi colpi e alcune palle corte che non fanno parte sempre del suo gioco. Ha variato i colpi, le ha provate tutte, ma con un Federer così c’è poco da fare, ogni colpi che l’elvetico provava andava dove lui voleva, ogni palla che forzava era un punto in più…
Risultato finale che la dice tutta sulla sua superiorità, 6-3, 6-0, 6-4.tre a uno per la Svizzera e Italia che rimane in serie B, perché a niente è servita la vittoria di Fabio Fognini su Michael Lammer, un 7-5, 7-6 (4) che ci ha solo portato sul tre a due quando ormai non serviva.

Dispiace perché ormai sono dieci anni che non vediamo la serie A, dispiace perché nel frattempo il movimento non è migliorato molto e grandi giocatori non sono usciti dai nostri campi, se il sorteggio poi non ci aiuta poco possiamo fare. Sarà per il prossimo anno, spero…

Intanto la finale vedrà di fronte Spagna (ancora una volta) e Repubblica Ceca, vincitrici rispettivamente su un sorprendente Israele e su una deludente Croazia.

pennetta

Flavia Pennetta non ce l’ha fatta a battere la Safina (62 60). La partita è durata meno di un’ora, con la russa a demolire la nostra tennista. Ma in fondo non fa niente, per adesso va bene così, la posizione nelle prime dieci è già una gran cosa. Il resto verrà da se.

TENNIS-MEX-ATP-PENNETTA-GALLOVITSFlavia Pennetta entra nelle prime dieci posizioni WTA, è la prima italiana a riuscirci.

Bella prestazione aanche al torneo di CIncinnati dove raggiunge le 14 vittorie consecutive riuscendo a battere avversarie del calibro di Venus Williams (62 64) e di Daniela Hantuchova (63 63). Adesso in semifinale la aspetta la n.1 al mondo Dinara Safina, partita dura ma non impossibile per la tennista vista ultimamente. Staremo a vedere, intanto godiamoci questo risultato e la spinta mediatica che ne consegue, sperando che si pensi anche ad altri sport…in Italia.

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