Se questa è la cultura sportiva in Italia mi vergogno di far parte di questa nazione.

Ieri se n’è andata una intera squadra di Hockey, quella del Lokomotiv Yarislav. Se n’è andata in un incidente aereo proprio a Yarislavl. L’aereo è caduto nelle acqua del Volga subito dopo il decollo. Abordo tutta la prima squadra più quattro giocatori delle giovanili. Tutti deceduti ad eccezione di uno steward e di Alexander Galimov, giocatore del team russo.

Se ne sono andate anche molte stelle ex NHL, tra i quali il portiere svedese ed ex olimpionico Stefan Liv, il capitano della nazionale slovacca Pavol Demitra (ex St. Louis e Vancouver), i cechi Josef Vasicek, Jan Marek e Karel Rachunek, e il lettone Karlis Skrastins. Tra i russi, i più noti erano il difensore Ruslan Salei, Karlis Skrastins e Alexander Vasyunov, nella scorsa stagione a Detroit.

La cosa che più mi rattrista è che nessuno ne parla, che Studio Sport – Studio Calcio, a volte MotoGP e Formula 1 per la verità – non menzioni nemmeno l’incidente. Che la Gazzetta dello Sport ne parli solo a pagina 43, dopo l’Attualità, il caso Meredith, la manovra finanziaria, gli stipendi in dettaglio dei calciatori di serie A, il fantacalcio,  il Meteo e il palinsesto Tv.

Così, come se non fosse successo niente.

E quello che mi fa più rabbia è il fatto che la cosa si ripeta ogni volta. Dopo Ballerini, dopo Caliandro, dopo Meoni, dopo Casarotto e Marco Delle Cave, nomi fra tanti.

L’Ultimo morto proprio ieri, travolto a Roma da un furgone dei Carabinieri. La Gazzetta ne parla a pagina 31, in un trafiletto che sarà si e no di 5 cm…

E se vogliamo seguire le pure logiche del mercato, che pure non sarebbe giusto seguire in queste situazioni, va detto che la notizia venderebbe anche molto. La tv del dolore mi pare che vada molto ultimamente no?

Se questo deve essere il maggior giornale italiano di sport, se questa è la nostra cultura sportiva, peraltro similitudine quasi esatta della nostra cultura nazionale, non mi meraviglio che tutto vada a rotolo.

Ma me ne dispiaccio tremendamente, fiero di essere Italiano, ma di non sentirmi così Italiano.

Mi viene in mente Gaber…e assieme a lui mi incazzo ancora di più…

L’italbasket non si qualifica agli europei polacchi del prossimo mese. Gli azzurri di Recalcati perdono male contro la Francia, 81-61 per i transalpini il risultato finale. La qualificazione al torneo continentale è così compromessa con un turno di anticipo prima della fine del torneo di qualificazione.

Direi che è l’ora di bilanci.

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Si perché in fin dei conti abbiamo una delle nazionali migliori di sempre, con tre Nba da schierare, ma i risultati non si vedono. E forse è l’ora di discutere qualcuno, soprattutto il buon Recalcati, che ha fatto si la storia di questo gruppo, ma che ormai è alla fine di un ciclo fin dalla mancata qualificazione olimpica degli scorsi europei. Direi che è ‘ora di cambiare, con rispetto per l’attuale allenatore e per quello che ha fatto, certo, ma è l’ora di cambiare.